Athena Musica propone un ciclo d’incontri sui generi letterari del discorso musicale. Ogni incontro desidera aprire la discussione tra studiosi e pubblico, proporsi cioè come un laboratorio di ricerche musicologiche, offrendo la possibilità di assistere “dal vivo” alla costruzione del pensiero musicale.
Presso la Biblioteca “O. Mischiati” del Museo di San Colombano, Bologna.
30 ottobre 2019
Chiara Bertoglio
Raccontare il discorso musicale, discorrere in musica: il Silmarillion di Tolkien
Paolo Gozza
Psicoanalisi del clavicembalo. Sul ‘Sogno di D’Alembert’
18 dicembre 2019
Francesco Finocchiaro e Graziella Seminara
La narrazione della Neue Musik nella Vienna del primo Novecento
Marida Rizzuti e Maurizio Giani
Traduzioni e adattamenti, infedeltà e tradimenti
29 gennaio 2020
Giacomo Albert
Creazione e codificazione di nuovi generi e forme artistiche nell’interstizio tra musica e arti nel secondo Novecento
Stefano Vallauri
Sfrangiamento dei confini tra i generi del discorso musicale negli scritti dei compositori: l’interferenza della poetica sull’analisi e la teoria
25 marzo 2020 [rinviato]
Maria Semi “Dimmi che musica ti piace e ti dirò quanto evoluto sei”: musica e civiltà secondo Charles Burney (1726-1814)
Massimo Privitera
Musicisti che si raccontano
27 maggio 2020 [rinviato]
Giovanni Guanti
Romanzi e novelle a tema musicale del Romanticismo
Samuel Manzoni
L’eredità di Bachtin nel pensiero musicale sovietico
Sabato 29 giugno, alle 16:30, nel Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Antonio Serravezza ha tenuto una conferenza sul tema:
Baci, estetica e figli dell’ira. Intorno alla Musikgesellschaft di Halle.
Come è noto, l’estetica nasce in Germania intorno alla metà del Settecento proponendosi come progetto innovativo: una teoria della sensibilità in grado di interpretare la natura del bello. La seconda delle Conversazioni di Athena Musica illustra le condizioni che all’epoca resero possibile l’origine della nuova disciplina, a partire dall’esperienza di una delle prime istituzioni concertistiche, la Musikgesellschaft di Halle.
La ricostruzione si sviluppa attraverso spericolati riferimenti alla teologia, alla poesia e al fascino femminile.
La conferenza ripercorre alcuni momenti salienti della storia di una delle più feconde idee musicali della cultura europea, l’idea di Armonia, attraverso la proiezione del materiale iconografico presente nei frontespizi e nelle illustrazioni delle opere presentate e conservate nelle collezioni del Museo.
Sin dalla più remota antichità le tradizioni religiose hanno immaginato la creazione del mondo come una sorta di demiurgia musicale. L’analisi iconologica mostra come nelle arti visive di epoca barocca, il demiurgo della tradizione cristiana è raffigurato come Dio Padre nell’atto di suonare l’organo. Attraverso testi conservati presso la Biblioteca e ritratti del Museo, questa ri-creazione propone un percorso di immagini attraverso le quali è possibile rintracciare le misteriose relazioni tra la musica, la creatività, la creazione.
La civiltà della conversazione ha una storia nota, intrecciata alla vicenda moderna della Repubblica delle Lettere. Meno nota è invece l’espressione Repubblica Musicale, che della Repubblica delle Lettere è un’articolazione. L’espressione è presente in una pagina dell’autore del primo dizionario di musica della cultura europea, Sébastien de Brossard (1655-1730), maestro di cappella nelle cattedrali di Strasburgo e di Meaux, compositore di mottetti sacri, cantate e arie, lessicografo, bibliofilo, infaticabile erudito d’ancien régime. Nel 1703 Brossard pubblica a Parigi il Dictionaire de musique, che era stato preceduto due anni prima dalla pubblicazione di un’altra sua opera di lessicografia musicale, il Dictionaire des Termes Grecs, Latins & Italiens, dont on se sert frequemment dans toutes sortes de Musique, & particulierement dans l’Italienne (Parigi, C. Ballard, 1701). Il Dictionaire di Brossard è solo in parte simile ai dizionari di musica delle nostre biblioteche: oltre al lessico (circa 500 termini), e oltre al supplemento d’una traduzione in francese dei termini musicali greci latini italiani e al catalogo di oltre 900 scrittori di musica d’ogni età, lingua e nazione, ospita uno scritto sulla corretta pronuncia dell’italiano, la lingua che tutti i musicisti «sur tout doivent d’autant plus cultiver, qu’elle fournit à la Republique Musicale d’excellentes Pièces.» È un francese d’ancien régime che scrive. Brossard si sente cittadino di quella Repubblica delle Lettere alla quale vuole recare il contributo generoso e sostanziale della Repubblica Musicale. Nel giro di pochi decenni le cose cambieranno: l’ideale enciclopedico di Brossard, potremmo dire oggi ‘europeista’, è stato vanificato da una cultura che ha trasformato la musica in affare di stato e guerra di religione, come nota D’Alembert nel suo scritto De la liberté de la musique (1759).
Come rilanciare oggigiorno l’ideale Repubblica Musicale di Sébastien de Brossard? Una via sensata è di rimettere la musica al centro del discorso – in breve, di ripensare il discorso musicale. Athena Musica parte dall’idea che la musica non sia pensabile senza i saperi che ne hanno definito nel tempo il lessico e i concetti, e che nel loro insieme definiscono la musica come sapere storico. Detto diversamente: non c’è aspetto della musica che non rechi traccia dei saperi che hanno costruito la tradizione culturale europea, allo stesso modo per cui non esiste aspetto della tradizione culturale europea che non conservi l’impronta del sapere musicale in tutte le sue forme.
Le Conversazioni di Athena Musica aspirano precisamente a ricostruire le condizioni di possibilità del discorso musicale tra studiosi d’ogni disciplina e formazione estetico-filosofica che condividono l’interesse per la musica. Per onorare questo impegno, l’argomento generale del primo Ciclo 2019/2020 delle Conversazioni di Athena Musica è Il discorso musicale. Le Conversazioni di Athena Musica intendono focalizzare i generi letterari mediante i quali la musica è stata narrata nei libri dall’antichità all’oggi. Per realizzare questo progetto innovativo, le Conversazioni ospiteranno i contributi di studiosi di altri ambiti del sapere, allo scopo di rinnovare quella convergenza di conoscenze che hanno costruito nelle diverse età il concetto europeo della musica.
Nelle giornate dell’11 e del 12 giugno 2018 si è svolto a Torino un convegno internazionale di studi organizzato da Alberto Rizzuti e da Maria Semi, entrambi afferenti al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino. Il titolo del convegno è: 21th c. Challenges to the History of 18th c. Musical Aesthetics.
Emanuele Tesauro, Il cannocchiale aristotelico, 1654 (Frontespizio)
Il 20 maggio 2018, al Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Andrea Battistini e Barnaba Maj hanno presentato Musica e metafora: storia analisi ermeneutica(Torino, Accademia University Press, 2017), volume collettivo curato da Francesco Finocchiaro e Maurizio Giani.
Si segnala la nuova recensione, a cura di Graziella Seminara, del volume di Paolo Gozza, Pietro Verri. Teorico delle arti, Roma, Storia e Letteratura, 2017.
Segnaliamo la recensione, a cura di Antonio Serravezza, del volume di Laura Abbatino, Robert Schumann filosofo. L’arte poetica romantica. Prefazione di Elio Franzini, Mimesis, Milano-Udine, 2016.
Si segnala la recensione a cura di Magda Polo Pujadas nella sezione ‘presentazione di libri’ del volume di Mark Evan Bonds, Music as Thought, Listening to the Symphony in the Age of Beethoven, Princenton, Princenton University Press, 2006; tr. spagnola La música como pensamiento. El público y la música instrumental en la época de Beethoven, Barcelona, Acantilado, 2014.