Transtilizzazione estensiva da ipotesto duplice: le cover di The Andre di canzoni trap

Non si prenda questo titolo troppo sul serio. Il contrasto tra la prima parte, che con riguardo ai risultati dell’analisi s’innalza al gergo specialistico della narratologia, e la seconda parte, che con riguardo all’oggetto dell’analisi si abbassa al genere musicale pop, e proprio in ultimo scade al vituperatissimo dei sottogeneri, la trap, questo contrasto vuole riprodurre il programma umoristico che sottende l’operazione artistica analizzata: smascherare la presunta incolmabile distanza tra arte eccelsa e arte infima.

Nella sua prima produzione, The Andre canta testi trap (autentici o parodici) con impostazione vocale pressoché identica a quella di Fabrizio De André. Le sue sono cover, dunque, il cui materiale di partenza non è solo una singola canzone, bensì questa più un secondo ipotesto, o estensivamente ipo-materia, che è una condotta vocale. In termini di teoria dell’adattamento, l’operazione consiste – rimanendo nell’assetto mediale di partenza del genere canzone, senza sconfinamenti transmediali – nell’adattare la trap a De André, o De André alla trap, ma con effetti di trasformazione (e a dire il vero di straniamento) radicali, non meno cospicui di quelli prodotti dai tipi di adattamento che alterano l’assetto mediale di partenza. Anzi, con effetto paradossale, ma in realtà come in tante circostanze percettivo-estetico-culturali, la differenza materialmente più piccola è quella più importante.

27 maggio 2022, ore 16 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Stefano Lombardi Vallauri

Transtilizzazione estensiva da ipotesto duplice: le cover di The Andre di canzoni trap

Conversazioni #4 La fantasia musicale in Kant

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Kant parla brevemente della “fantasia” musicale, intesa essenzialmente come pratica improvvisativa, nell’Antropologia (oltre che nelle lezioni che la precedono) e nella Critica del Giudizio. Nelle due opere si adottano prospettive completamente diverse, ma in entrambe il filosofo propone considerazioni ricche di interesse perché permettono di cogliere alcuni snodi fondamentali del suo pensiero sulla bellezza e sull’arte. Inoltre, a partire da queste riflessioni, è possibile far luce sul rapporto di Kant con la musica (rapporto, com’è noto, tutt’altro che facile) e soprattutto risalire alle situazioni storiche specifiche che possono aver alimentato le idee sulla fantasia musicale. Infine, allargando il discorso alla cultura musicale del tempo, si può constatare come l’estetica kantiana abbia avuto un significato ambivalente, concedendo da un lato scarso valore a un’arte che, nella sua prospettiva, appariva superficiale e povera, ma dall’altro alimentando il culto della “musica pura” e aprendo la strada alle idee romantiche.

8 aprile 2022, ore 16 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Antonio Serravezza

La fantasia musicale in Kant

Ri-Creazioni #6 Paolo Gozza

Wunderkammer

Il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna conserva tra le proprie collezioni un libro raro, scritto da un medico e alchimista accreditato alla corte di Rodolfo II Imperatore a Praga: Michael Maier (1568-1622). Il libro presenta 50 emblemi, ossia immagini simboliche ciascuna delle quali è corredata da un motto, da un epigramma, da una fuga musicale a tre voci e da un discorso in lingua latina. Il sottotitolo spiega che il libro è la ricreazione del lettore: gli emblemi si vedono, leggono, meditano, comprendono, giudicano, e infine si cantano e odono. Non è tutto: il loro senso è celato nel grembo della natura che l’arte alchemica disvela con l’intervento della musica evocata dal mito d’Atalanta. Mitologia e alchimia convergono nel contrappunto delle tre voci, i tre pomi d’oro della favola.

Per la ricchezza e l’ermetismo dell’Atalanta la conferenza prevede due letture in due giorni consecutivi.

2-3 aprile 2022, ore 17:30 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Paolo Gozza

L’Atalanta Fugiens (1618) di Michael Maier

Ri-Creazioni #5 Nicola Badolato

Wunderkammer

L’attività musicale di Giovanni Battista Bassani, padovano d’origine e ferrarese d’adozione, è indissolubilmente legata al genere musicale dell’oratorio – L’esaltazione di S. Croce (1675), L’Epulone (1675); La tromba della divina misericordia (1676) –, per il quale si contraddistinse negli ambienti culturali di Ferrara, Modena e Bologna tra fine Sei e inizio Settecento. La conferenza renderà conto dei lavori in corso per l’edizione critica del Mosè risorto dall’acque, eseguito per la prima volta nel 1696 nell’Accademia della Morte di Ferrara e replicato due anni dopo, a Bologna, nella residenza privata del conte Ludovico Rizzardo Malvasia.

26 marzo 2022, ore 17:30 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Nicola Badolato

Mosè risorto dall’acque di Giovanni Battista Bassani e l’oratorio musicale tra Ferrara, Bologna e Modena

Ri-Creazioni #4 Paolo Vittorelli

Wunderkammer

Il Museo della musica di Bologna contiene due testimoni parziali del più ampio trattato musicale della prima metà del Quattrocento, la Declaratio Musicae Disciplinae di Ugolino da Orvieto. Oltre ai due codici, questa stessa istituzione consente di esaminare anche la storia della ricezione del trattato, specialmente settecentesca. Notevoli testimonianze in questo senso sono le lettere di un confratello ferrarese di Padre Martini, Giovanni Giacinto Sbaraglia, e quelle di un erudito fiorentino, il bibliotecario Lorenzo Mehus, La storia della ricezione prosegue anche nell’Ottocento, con le ricerche di Gaetano Gaspari. La ri-creazione vuole offrire un panorama della fortuna sette-ottocentesca del musico quattrocentesco.

19 marzo 2022, ore 17:30 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Paolo Vittorelli

Ugolino da Orvieto nel Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Ri-Creazioni #3 Chiara Bertoglio

Wunderkammer

Nel 1750, padre Martini affermava che Johann Sebastian Bach era molto noto in Italia. L’affermazione forse era ottimistica, ma indubbiamente lo stesso Martini conosceva profondamente le opere di Bach, anche grazie a Johann Christian e ai numerosi corrispondenti esteri. Un estratto dal Clavicembalo ben temperato copiato da Wilhelm Friedemann faceva parte della sua biblioteca personale. E proprio del Clavicembalo ben temperato, il cui primo volume è datato 1722 dal compositore, ci occuperemo, approfondendone la presenza nelle collezioni bolognesi (nel 1857 la biblioteca del Liceo musicale acquisì una copia dell’edizione di Czerny) e l’uso che se ne faceva in ambito didattico (in particolar modo grazie all’interesse di Stefano Golinelli, che lo impiegava costantemente per l’insegnamento del pianoforte).

13 marzo 2022, ore 17:30 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Chiara Bertoglio

Il Clavicembalo ben temperato a Bologna, 1722-2022

Ri-Creazioni #2 Massimo Privitera

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Ritratti di autori compaiono abbastanza presto nella storia del libro musicale italiano a stampa. Tuttavia, per la prima buona cinquantina d’anni sono soltanto i teorici e i grandi virtuosi a godere di questo privilegio. Sarà dalla metà del Cinquecento che si cominceranno a vedere ritratti di compositori, in corrispondenza dell’accresciuto prestigio sociale ed economico che questa figura professionale riesce a conquistare. Tra le più ricche collezioni di musica a stampa del Cinquecento, la biblioteca di Padre Martini (l’odierno Museo Internazionale e Biblioteca della Musica) è un punto d’osservazione privilegiato di questo fenomeno. Nella conversazione verranno presentati e discussi gli esempi più interessanti di ritratto d’autore contenuti nella Biblioteca, anche in riferimento al complesso della produzione musicale a stampa del Cinquecento di cui siamo in possesso.

12 marzo 2022, ore 17:30 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Massimo Privitera

Il ritratto dell’autore nei libri musicali a stampa del Cinquecento italiano

Conversazioni #3 Il Clavicembalo ben temperato in Italia

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Nel 2022 ricorre il tricentenario del completamento del manoscritto autografo del Clavicembalo ben temperato, vol. I, di Johann Sebastian Bach. Il capolavoro per strumento a tastiera del compositore tedesco ha una lunga storia della ricezione, della quale l’Italia è parte integrante. Tale ricezione si è articolata in scritti teorici e didattici, edizioni pratiche, interpretazioni eseguite su vari strumenti a tastiera, e adattamenti creativi, come trascrizioni, elaborazioni, arrangiamenti. In particolare, la Conversazione prenderà in esame alcune forme di ricezione creativa che vedono come protagonisti alcuni dei grandi letterati italiani fra Ottocento e Novecento, fra i quali Matilde Serao e Antonio Fogazzaro.

18 marzo 2022, ore 16 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Chiara Bertoglio

Il Clavicembalo ben temperato in Italia: esempi di adattamento

Ri-Creazioni #1 Vania Dal Maso

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Spesso un’idea musicale prende forma, esiste nella storia e viene utilizzata prima ancora di acquisire una denominazione univoca che la identifichi. È il caso della Follia, il cui esempio più noto è racchiuso nel brano conclusivo dell’op. V di Arcangelo Corelli. Celata sotto altre spoglie (La gamba, La cara cossa) è presente come schema armonico fino dal XVI secolo. La prima citazione del nome, con riferimento alla provenienza, si trova nel De Musica di Francisco de Salinas (1577). La Follia appare nei libri di chitarra spagnola, in raccolte di canzoni, capricci e sonate per diversi strumenti, o per clavicembalo solo. Attraverso le fonti custodite nel Museo della Musica, ci si propone di tracciare le origini, seguire il percorso e narrare la storia della Follia nei suoi diversi aspetti.

5 marzo 2022, ore 17:30 – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

Vania Dal Maso

La Follia: dalle origini a Corelli e oltre

Conversazioni #2 Il piacere come crepuscolo

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Arnold Böcklin, Pan im Schilf (1857)

Il rapporto che stringe Mahler, Nietzsche e Schopenhauer costituisce un nodo complesso, e arduo da sciogliere, per giungere ad una comprensione disambiguata del senso musicale della Terza Sinfonia. Da un lato, infatti, abbiamo un riferimento testuale strettissimo, al tema del risveglio, che caratterizza in modo stretto la scelta dei passi dello Zarathustra, che completano il senso della teoria dell’Eterno Ritorno, dall’altra incappiamo in figure che dialogano con altre tradizioni, e orizzonti diversi, come per le criptocitazioni da Hoelderlin che commentano musicalmente quelle parole.

Il senso di tal sovrapposizioni, non sempre individuato, è stato variamente studiato da McGrath, Morten – Solvich, Peter Franklin, e dalle molte figure di riferimento nella esegesi mahleriana delle cosiddette Sinfonie della Natura. Riprendendo un saggio scritto una quindicina di anni fa, vorrei tentare di elaborare alcuni temi interni alla tradizione del creaturale, che riporterebbero la lettura mahleriana di Nietzsche all’interno dell’alveo della filosofia schopenhaueriana, e goethiana, che Mahler ha spesso rivendicato come nodo ispiratore di quei passi. Nello specifico, vorremmo concentrarci sullla formulazione musicale di alcuni nuclei melodici del I movimento della Terza a poter funzionare come un indice narrativo, che permetta una comprensione più articolata dei ritorni tematici nel IV movimento della Terza.

25 febbraio 2022 [online]

Carlo Serra

Il piacere come crepuscolo. Per una lettura del IV tempo della Terza Sinfonia di Mahler