#3 La svolta musicale di Eugenio Trías

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Tema della conversazione è il pensiero musicale del filosofo spagnolo Eugenio Trías (1942-2013), tra i più importanti filosofi europei a cavallo fra XX e XXI secolo. Nei suoi scritti, Trías struttura una filosofia solida e coerente, fondata sul concetto di limite, vale a dire la frontiera tra quello che ci appare fenomenologicamente e quello che resiste a manifestarsi ma che, in un certo modo, lo sostenta. In coerenza con questo pensiero filosofico, Trías considera l’essere umano un abitante naturale del limite, un ser nel limite, con tutte le contraddizioni intrinseche che ciò comporta. Curiosamente, Trías, morto pochi anni fa, ha dedicato i suoi ultimi libri alla musica, El canto de las sirenas (2007) e La imaginación sonora (2010), diventando così uno dei pochi filosofi continentali interessati pienamente al pensiero musicale. Nella musica, Trías riconosce una manifestazione artistica privilegiata per la conoscenza il limite: la sua ampia e profonda traiettoria si chiude annunciando quella che lui chiama la svolta musicale per la filosofia: un approccio alla filosofia a partire della conoscenza trascendentale che può dischiudere la musica.

19 gennaio 2021, ore 17

Aurèlia Pessarrodona

La “svolta musicale” di Eugenio Trías: la musica nel limite

 

La Conversazione sarà trasmessa in diretta sul nostro canale Youtube.

#1 Il giornalismo cinematografico

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Sin dall’era del muto, la critica cinematografica di lingua tedesca pose a tema il connubio fra musica e cinema. Compositori, musicologi, filosofi, teorici del cinema contribuirono a una vivace discussione intorno alle caratteristiche e alla funzione della componente musicale nelle proiezioni cinematografiche, con un ampio spettro di argomentazioni e punti di vista. La critica giornalistica dibatté innumerevoli questioni di natura estetica, teoretica e compositiva: dagli stili di composizione alle tecniche di direzione, dalle scelte di organico alle peculiarità musicali dei generi cinematografici. Non mancarono riflessioni sulle relazioni estetiche fra l’arte musicale e il medium cinematografico in quanto tale, sulla loro convergenza o separazione, e persino sulle loro “affinità elettive”.

In gran parte, questo dibattito ebbe luogo su periodici di cinema (Der Kinematograph, Film-Kurier, Reichsfilmblatt) e riviste di musicologia (Musiblätter des Anbruch, Melos, Der Auftakt) e titoli come «Intorno al problema della musica per film», «Problemi musicali del film» o «La soluzione del problema musicale» divennero molto comuni in questa discussione. La relazione delineerà i principali topoi che hanno forgiato il discorso giornalistico sulla musica per film dal 1912 al 1929, con uno focus particolare sulla dialettica fra preoccupazioni teorico-estetiche e questioni tecnico-compositive.

17 novembre 2020, ore 17

Francesco Finocchiaro

“Im Spiegel der Kritik”. Il giornalismo cinematografico come fonte del discorso estetico

 

Tutte le Conversazioni sono trasmesse in diretta sul nostro canale Youtube.

Conversazioni 2020/21: calendario

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Da Novembre 2020 riprende l’appuntamento con le Conversazioni di Athena Musica, in modalità telematica, sulla piattaforma digitale Zoom e in diretta sul nostro canale Youtube.

 

17 novembre 2020, ore 17

Francesco Finocchiaro
“Im Spiegel der Kritik”. Il giornalismo cinematografico come fonte del discorso estetico

 

15 dicembre 2020, ore 17

Anna Ficarella

Non guardare nei miei Lieder!

 

19 gennaio 2021, ore 17

Aurèlia Pessarrodona

La “svolta musicale” di Eugenio Trías: la musica nel limite

 

16 febbraio, ore 17

Elena Minetti

Come “scrivere” musica per nastro magnetico e strumenti dal vivo?

 

16 e 23 marzo, ore 17

Paolo Gozza

La storiografia musicale nel Settecento, da Bonnet-Bourdelot a padre Martini

 

6 aprile, ore 17

Alessandro Cecchi

Performance studies & Media studies: le estensioni della musicologia. Prospettive interdisciplinari per un possibile riorientamento degli studi musicali

 

4 maggio, ore 17

Stefano Lombardi Vallauri

Lo stile della saggistica critica sulle arti

 

8 giugno, ore 17

Leonardo Distaso

Sulla condizione sociale dell’estetica wagneriana

#2 Non guardare nei miei Lieder!

Copertina pubblicata da Non guardare nei miei Lieder!

Blicke mir nicht in die Lieder! è il primo dei Rückert-Lieder di Mahler, cui fa riferimento il titolo del volume, Non guardare nei miei Lieder!, in cui l’immagine delle api al lavoro, gelose custodi del frutto della loro instancabile laboriosità, rappresenta in maniera lieve e autoironica il compositore alle prese con l’elaborazione delle proprie idee musicali.

Il volume si sofferma sul rapporto tra l’ottica del Mahler compositore e quella del Mahler direttore d’orchestra, evidente nel suo laborioso processo compositivo, e s’inserisce in un filone particolarmente produttivo degli studi mahleriani, nel punto di intersezione fra processo compositivo ed esecuzione, non divaricando questi due àmbiti, ma cogliendone l’intima convergenza.

Rifacendosi alla critica genetica e alla prassi della critica delle varianti, il volume affronta lo spinoso problema dei ‘ritocchi’ (Retuschen) al testo delle partiture successive alla prima stampa delle medesime. La disamina viene così estesa dalla genesi stessa del testo nelle sue varie fasi (dagli schizzi alla Reinschrift, tappa provvisoria di un lungo processo) alla ricerca, per Mahler virtualmente infinita, di una versione definitiva delle partiture.

15 dicembre 2020, ore 17

Anna Ficarella

Non guardare nei miei Lieder!

 

La Conversazione sarà trasmessa in diretta sul nostro canale Youtube.

Conversazioni #3 Secondo Novecento

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Giacomo Albert

(Università di Torino)

Parole inventate per nuove prassi artistiche: musica e arti nel Novecento

Ambient music, sound art, sonic art, installazione sonora, scultura sonora, visual music, audiovisual performance. Questi sono alcuni tra i nuovi “generi” e le nuove “forme d’arte” inventati, codificati e teorizzati nel XX e XXI secolo, inquadrati nell’interstizio fra musica e arti. Il contributo si prefigge di analizzare i termini, studiare la loro storia, il loro campo semantico e l’evoluzione dei concetti e delle forme artistiche cui rimandano. Inoltre, si esamineranno anche la loro diffusione sociale e la loro accoglienza istituzionale.

L’obiettivo non è delineare un quadro sistematico dei concetti: infatti, premessa è che «se la parola coglie effettivamente una tendenza, qualcosa in divenire, allora è impossibile definirla» e «ogni realtà storica si sottrae al procedimento semiotico di definizione» (Adorno). Però, studiare le parole, i discorsi e la loro storia può servire a cogliere l’orizzonte nel quale i concetti si inscrivono, l’insorgere delle problematiche estetiche nell’alveo del dibattito artistico, e, non meno importante, la loro diffusione sociale. Inoltre, può servire a far emergere da una parte il ruolo che la categorizzazione svolge sulle pratiche artistiche, e dall’altra le politiche implicite in questa attività.

L’obiettivo, dunque, è analizzare da una parte le strategie di politica culturale perseguite da compositori e istituzioni, dall’altra, provare a tracciare, attraverso l’analisi delle parole e dei discorsi, un’evoluzione delle prassi artistiche che per tutto il Novecento e ancora fino ai giorni nostri, nascono, si reinventano e muoiono nell’interstizio fra musica e arti.

 

Stefano Lombardi Vallauri

(Università IULM – Milano)

Sfrangiamento dei confini tra i generi del discorso musicale negli scritti dei compositori: l’interferenza della poetica sull’analisi e la teoria

A partire dall’analisi linguistica di un caso particolare – alcune voci enciclopediche redatte nel 1958-61 da Pierre Boulez – il contributo mira a individuare gli elementi essenziali e tipici del discorso di poetica. In senso stretto la poetica andrà intesa come l’insieme dei principî (consapevoli o inconsapevoli) che regolano l’attività formante di un artista, ma in senso lato essa è una funzione pragmatico-estetica che pervade ogni genere del discorso artistico (condotto, nel caso della musica, sia dai compositori sia da altre figure del campo): dalla critica agli approcci presuntamente più neutrali (storia, teoria, analisi ecc.). In questa prospettiva si vedrà che i generi letterari del discorso musicale conservano la loro natura di categorie chiare e distinte, nettamente separate, ma sono pure caratterizzati nei loro rapporti da una continuità di fondo e irriducibile mescidanza.

 

29 gennaio 2020, ore 17

Biblioteca “O. Mischiati” – Museo di San Colombano, Bologna

Con un concerto di Liuwe Tamminga.

Conversazioni #2 Percorsi viennesi

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Francesco Finocchiaro – Graziella Seminara

(FWF Vienna – Università di Catania)

La narrazione della “Neue Musik” nella Vienna del primo Novecento

Il contributo si propone di ricostruire i canali attraverso i quali si è sviluppato il dibattito sulla Neue Musik nella Vienna del primo Novecento, dalla divulgazione “alta” (programmi di sala, “guide tematiche”) al pamphlet polemico ma non privo di considerazioni analitiche, dalle dichiarazioni programmatiche a volumi miscellanei con impostazione interdisciplinare. Il paesaggio che se ne ricava è quello di una “moderna” concezione della pubblicistica musicale: una pubblicistica consapevolmente engagé e collegata a battaglie artistiche e culturali di più ampia portata, al tempo stesso settoriale e multidisciplinare, strettamente legata alla nuova professione di Musikschriftsteller e caratterizzata dalla messa a punto di un “codice” stilistico e retorico e di un “lessico” tecnico specifici.

 

Maurizio Giani – Marida Rizzuti

(Università di Bologna – Università di Torino)

Traduzioni e adattamenti, infedeltà e tradimenti

Nel corso della conversazione verranno proposti tre passi tratti dalla traduzione italiana del Mahler. Eine musikalische Physiognomik di Theodor W. Adorno, in occasione del cinquantenario della morte del filosofo, e a ridosso del sessantenario della prima edizione tedesca del volume (Suhrkamp, Frankfurt a. M., 1960). Più esattamente, i tre passi riguardano nell’ordine un vocabolo, un costrutto analitico (sulla Sinfonia “Incompiuta” di Schubert) e una metafora. Lo scopo: riflettere sulle complessità del tradurre e più in generale sull’atto della lettura come fraintendimento, nel caso eclatante di un autore dallo stile tanto brillante quanto criptico.

 

18 dicembre 2019, ore 17

Biblioteca “O. Mischiati” – Museo di San Colombano, Bologna

Con un concerto di Liuwe Tamminga.

Conversazioni #1 Da Tolkien a D’Alembert

Santa Cecilia

 

Chiara Bertoglio

(Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Torino e Conservatorio di Cuneo)

Raccontare il discorso musicale, discorrere in musica : il Silmarillion di Tolkien

La relazione adotterà come spunto testuale la narrazione pseudo-mitologica contenuta nelle prime pagine del Silmarillion di J. R. R. Tolkien, in cui la divinità creatrice, Ilúvatar, rivela se stesso agli esseri semidivini da lui creati (gli “Ainur”) proponendo loro un tema musicale. Essi lo “adornano”, ciascuno a suo modo, e dapprima in modo solistico: ascoltando la musica dell’Altro, ciascuno degli Ainur “cresce nella conoscenza” dei suoi fratelli e della stessa divinità creatrice, da cui tutto trae origine. Man mano che la rivelazione del divino e dell’Altro si perfeziona tramite le variazioni musicali, gli Ainur diventano capaci di improvvisare collettivamente, ed in tal modo danno origine alla Storia ed al Creato.

Raccogliendo i numerosi spunti offerti da questo testo breve e denso, si potrà accostare la narrazione ai processi concretamente osservabili nell’improvvisazione collettiva, da un lato, e dall’altro a simili narrazioni mitologico/simboliche che ne costituiscono il substrato culturale.

Si studierà perciò il modo in cui musicisti, teorici, poeti e romanzieri hanno interpretato l’idea del discorso musicale come relazionalità rivelata e donata, e i vari piani (musicali e letterari) che si rimandano vicendevolmente in queste narrazioni.

 

Paolo Gozza

(Università di Bologna)

Psicoanalisi del clavicembalo. Sul ‘Sogno di D’Alembert’

È forse la prima volta che un clavicembalo va in analisi. Si sa: in psicoanalisi, come nel sogno, tutto è possibile perché tutto è pensabile. Il trasporto dello strumento dalla sala da concerto al lettino dello psicoanalista è predisposto da Diderot nel Sogno di D’Alembert; la sua occasionale presenza tra i clavicembali storici di San Colombano è propiziata dal Direttore Liuwe Tamminga, che tengo a ringraziare. La conversazione nella biblioteca dedicata alla memoria di Oscar Mischiati è il viatico nei recessi di un sogno musicale.

 

30 ottobre 2019, ore 17

Biblioteca “O. Mischiati” – Museo di San Colombano, Bologna

Con un concerto di Liuwe Tamminga.

Conversazioni 2019/20: calendario

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Athena Musica propone un ciclo d’incontri sui generi letterari del discorso musicale. Ogni incontro desidera aprire la discussione tra studiosi e pubblico, proporsi cioè come un laboratorio di ricerche musicologiche, offrendo la possibilità di assistere “dal vivo” alla costruzione del pensiero musicale.

Presso la Biblioteca “O. Mischiati” del Museo di San Colombano, Bologna.

 

30 ottobre 2019

Chiara Bertoglio

Raccontare il discorso musicale, discorrere in musica: il Silmarillion di Tolkien

Paolo Gozza

Psicoanalisi del clavicembalo. Sul ‘Sogno di D’Alembert’

 

18 dicembre 2019

Francesco Finocchiaro e Graziella Seminara

La narrazione della Neue Musik nella Vienna del primo Novecento

Marida Rizzuti e Maurizio Giani

Traduzioni e adattamenti, infedeltà e tradimenti

 

29 gennaio 2020

Giacomo Albert

Creazione e codificazione di nuovi generi e forme artistiche nell’interstizio tra musica e arti nel secondo Novecento

Stefano Vallauri

Sfrangiamento dei confini tra i generi del discorso musicale negli scritti dei compositori: l’interferenza della poetica sull’analisi e la teoria

 

25 marzo 2020 [rinviato]

Maria Semi
“Dimmi che musica ti piace e ti dirò quanto evoluto sei”: musica e civiltà secondo Charles Burney (1726-1814)

Massimo Privitera

Musicisti che si raccontano

 

27 maggio 2020 [rinviato]

Giovanni Guanti

Romanzi e novelle a tema musicale del Romanticismo

Samuel Manzoni

L’eredità di Bachtin nel pensiero musicale sovietico

Baci, estetica e figli dell’ira

Sabato 29 giugno, alle 16:30, nel Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Antonio Serravezza ha tenuto una conferenza sul tema:

Baci, estetica e figli dell’ira. Intorno alla Musikgesellschaft di Halle.

Come è noto, l’estetica nasce in Germania intorno alla metà del Settecento proponendosi come progetto innovativo: una teoria della sensibilità in grado di interpretare la natura del bello.
La seconda delle Conversazioni di Athena Musica illustra le condizioni che all’epoca resero possibile l’origine della nuova disciplina, a partire dall’esperienza di una delle prime istituzioni concertistiche, la Musikgesellschaft di Halle.

La ricostruzione si sviluppa attraverso spericolati riferimenti alla teologia, alla poesia e al fascino femminile.

Conversazioni di Athena Musica

 

Ciclo 2019-2020

Agli Amici della Repubblica Musicale

La civiltà della conversazione ha una storia nota, intrecciata alla vicenda moderna della Repubblica delle Lettere. Meno nota è invece l’espressione Repubblica Musicale, che della Repubblica delle Lettere è un’articolazione. L’espressione è presente in una pagina dell’autore del primo dizionario di musica della cultura europea, Sébastien de Brossard (1655-1730), maestro di cappella nelle cattedrali di Strasburgo e di Meaux, compositore di mottetti sacri, cantate e arie, lessicografo, bibliofilo, infaticabile erudito d’ancien régime. Nel 1703 Brossard pubblica a Parigi il Dictionaire de musique, che era stato preceduto due anni prima dalla pubblicazione di un’altra sua opera di lessicografia musicale, il Dictionaire des Termes Grecs, Latins & Italiens, dont on se sert frequemment dans toutes sortes de Musique, & particulierement dans l’Italienne (Parigi, C. Ballard, 1701). Il Dictionaire di Brossard è solo in parte simile ai dizionari di musica delle nostre biblioteche: oltre al lessico (circa 500 termini), e oltre al supplemento d’una traduzione in francese dei termini musicali greci latini italiani e al catalogo di oltre 900 scrittori di musica d’ogni età, lingua e nazione, ospita uno scritto sulla corretta pronuncia dell’italiano, la lingua che tutti i musicisti «sur tout doivent d’autant plus cultiver, qu’elle fournit à la Republique Musicale d’excellentes Pièces.» È un francese d’ancien régime che scrive. Brossard si sente cittadino di quella Repubblica delle Lettere alla quale vuole recare il contributo generoso e sostanziale della Repubblica Musicale. Nel giro di pochi decenni le cose cambieranno: l’ideale enciclopedico di Brossard, potremmo dire oggi ‘europeista’, è stato vanificato da una cultura che ha trasformato la musica in affare di stato e guerra di religione, come nota D’Alembert nel suo scritto De la liberté de la musique (1759).

Come rilanciare oggigiorno l’ideale Repubblica Musicale di Sébastien de Brossard? Una via sensata è di rimettere la musica al centro del discorso – in breve, di ripensare il discorso musicaleAthena Musica parte dall’idea che la musica non sia pensabile senza i saperi che ne hanno definito nel tempo il lessico e i concetti, e che nel loro insieme definiscono la musica come sapere storico. Detto diversamente: non c’è aspetto della musica che non rechi traccia dei saperi che hanno costruito la tradizione culturale europea, allo stesso modo per cui non esiste aspetto della tradizione culturale europea che non conservi l’impronta del sapere musicale in tutte le sue forme.

Le Conversazioni di Athena Musica aspirano precisamente a ricostruire le condizioni di possibilità del discorso musicale tra studiosi d’ogni disciplina e formazione estetico-filosofica che condividono l’interesse per la musica. Per onorare questo impegno, l’argomento generale del primo Ciclo 2019/2020 delle Conversazioni di Athena Musica è Il discorso musicale. Le Conversazioni di Athena Musica intendono focalizzare i generi letterari mediante i quali la musica è stata narrata nei libri dall’antichità all’oggi. Per realizzare questo progetto innovativo, le Conversazioni ospiteranno i contributi di studiosi di altri ambiti del sapere, allo scopo di rinnovare quella convergenza di conoscenze che hanno costruito nelle diverse età il concetto europeo della musica.