#2 Francesco Finocchiaro, Musica, cinema ed emozioni (un’introduzione)


Il primo terzo del Novecento vede la pubblicazione, da parte dei maggiori editori europei e americani, di collezioni di musiche “d’atmosfera” concepite appositamente per un uso cinematografico. Queste miniature musicali non nascono per accompagnare una pellicola ben precisa; sono invece concepite per dare veste musicale a situazioni filmiche standardizzate e per conferire loro una certa atmosfera emotiva. La musica è chiamata a dar voce all’intero spettro delle emozioni, dalla “passione amorosa” alla “profonda disperazione”, dal “patetismo lirico” al “conflitto drammatico”: ad essa è demandata l’introspezione psicologica di quell’uomo visibile (così Béla Balázs) condizionato a esprimersi in scena unicamente attraverso la mimica.

Questa musica, che si fa per elezione voce delle passioni umane, sarà oggetto della nostra Conversazione. Collezioni musicali come Biblioteca cinema o Carisiana in Italia, Kinothek in Germania, insieme a molte altre di editori come Robbins-Engel, Bosworth, Fischer, Schott ecc., compongono quella che potrebbe dirsi una topografia di luoghi comuni musicali: una congerie di clichés e convenzioni che plasmarono a tutti gli effetti un “dizionario minimo” delle emozioni in musica. Le collezioni di musica d’atmosfera constano di un repertorio di tòpoi e figurae di comprovata efficacia ai fini della rappresentazione cinematografica delle emozioni, tanto da trovare codificazione in coeve pubblicazioni a carattere teorico, dalla Encyclopaedia of Music for Pictures (1925) di Ernö Rapée all’Allgemeines Handbuch der Film-Musik (1927) di Giuseppe Becce e Hans Erdmann.

Francesco Finocchiaro, La musica cinematografica e il linguaggio delle emozioni

Venerdì 18 ottobre, ore 17

Conferenza virtuale. Per informazioni e prenotazioni scrivere a contact@athenamusica.org

#1 Fabrizio Festa, L’elaborazione del percetto

La Conversazione s’incentra su una nozione – quella di percetto – che permette d’interpretare l’esperienza estetica (ed estetico-musicale) sia nei suoi aspetti culturali e sociali (condivisi ed individuali), sia nella sua dimensione cognitiva. Attraverso l’analisi del percetto, termini quali ‘mente’, ‘esperienza’ed ‘emozione’assumono una valenza e una funzione proprie, il che permette di rileggere sotto una nuova chiave l’esperienza emotiva, inclusa quella di tipo musicale. L’analisi del percetto ci porterà a mettere a tema il complesso fenomeno della trasduzione. Benché sia stata raramente affrontata negli studi sulla percezione e sulle emozioni, la trasduzione è una funzione essenziale negli organismi viventi: un fenomeno chimico, fisico e biologico che governa letteralmente sia la capacità degli organismi di rapportarsi all’ambiente, sia il modo in cui essi lo percepiscono e lo interpretano.

Fabrizio Festa, L’elaborazione del percetto: fisiologia delle emozioni e percezione estetica

Venerdì 11 ottobre, ore 17

Conferenza virtuale. Per informazioni e prenotazioni scrivere a contact@athenamusica.org

Conversazioni 2024

L’autunno 2024 vedrà l’avvio di un nuovo ciclo di Conversazioni di Athena Musica, intitolato “Musica & Emozioni”.

Le Conversazioni si svolgeranno online, in cinque venerdì tra ottobre e novembre, come si legge nel volantino allegato:

– venerdì 11 ottobre, ore 17.00, relatore Fabrizio Festa (Conservatorio di Matera), L’elaborazione del percetto: fisiologia delle emozioni e percezione estetica

– venerdì 18 ottobre, ore 17.00, relatore Francesco Finocchiaro (Conservatorio di Pesaro), La musica cinematografica e il linguaggio delle emozioni

– venerdì 25 ottobre, ore 17.00, relatrice Angela Besana (Università IULM, Milano), Economia della scelta, delle emozioni e della musica

– venerdì 8 novembre, ore 17.00, relatore Paolo Gozza (Università di Bologna), Musica & Emozioni. Modelli a confronto.

Ri-creazioni #5 Paolo Gozza

Nella mitologia Eco è una ninfa chiacchierina che distrae Giunone mentre il consorte amoreggia con le ninfe sue sorelle. Offesa, la madre degli dei la punisce nell’uso della lingua: Eco potrà ripetere solo parole e suoni non suoi. Regredita a immagine sonora, nelle Metamorfosi ovidiane (III, 339-510) Eco ama Narciso, l’immagine visiva, e ne condivide l’infelice destino.

 

La favola di Eco

Narrazione musicale con Paolo Gozza

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

5 aprile 2024, ore 17:30.

Ri-creazioni #4 Massimo Privitera

L’incontro del 29 marzo è dedicato ad una raccolta pubblicata nel 1613 a Venezia da Bartolomeo Magni, della quale il Museo della Musica possiede una delle due sole copie oggi esistenti. Il suo titolo è Canoro pianto di Maria Vergine sopra la faccia di Christo estinto, Poesia del rever.mo P. Abbate Grillo raccolta per D. Angelico Patto, Academico Giustiniano, et posta in musica da diversi auttori, con un Dialogo, e Madregale tramutati da l’istesso.

La raccolta comprende 23 composizioni a voce sola con accompagnamento di basso continuo, di 10 compositori, su testi presi dalla raccolta Pietosi affetti di Angelo Grillo (1557-1629), monaco cassinense e poeta oggi poco noto, ma ai suoi tempi considerato sullo stesso piano di Tasso, Marino e Chiabrera. I testi raccontano la contemplazione del volto di Gesù deposto dalla croce: 3 parlano del viso, 3 dei capelli, 2 della fronte, 4 degli occhi, 2 delle orecchie, 2 del naso, 2 delle guance, 3 della bocca, 2 della barba.

Indagheremo sui contenuti di questa raccolta, che ha nel frontespizio un’immagine del volto di Cristo dalle molteplici diramazioni storiche e culturali, delle quali seguiremo alcune piste.

Il discorso si allargherà poi ad altre raccolte coeve e di analogo carattere conservate nel Museo, come i Madrigali a cinque in laude di S. Carlo, di Gio. Battista Porta, pubblicati nel 1616 sempre da Magni a Venezia, che tessono musicalmente una biografia di S. Carlo, ed analogamente hanno nel frontespizio un’immagine della persona celebrata dalla raccolta.

 

Canoro pianto

Meditazioni spirituali in musica (1613)

Narrazione musicale con Massimo Privitera

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

29 marzo 2024, ore 17:30.

Ri-creazioni #3 Graziella Seminara

Nell’orizzonte collettivo la tradizione clavicembalistica francese è associata con la produzione di François Couperin, concepita nella prospettiva di un raffinato rituale mondano, praticato da un pubblico aristocratico dal gusto squisito e coltivatissimo. Poco rilievo, soprattutto in Italia, si è dato alle raccolte per clavicembalo di Jean-Philippe Rameau, che colpiscono per la loro prepotente novità di concezione e di scrittura: l’espansione dell’impianto formale, la gestualità ampia e marcata, la coerenza tematica, la modernità della ricerca armonica sono affidate a un nuovo idioma tastieristico, che con la sua pienezza e complessità conduce oltre le delicate miniature couperiniane e si presta a potenti squarci teatrali. La produzione cembalistica di Rameau sarà inoltre considerata alla luce del pensiero teorico del musicista, che con il Traité de l’harmonie (1722) e la Génération harmonique (1737) ha prodotto un epocale mutamento nella concezione della musica, determinato dal definitivo sopravvento della logica armonica sul pensiero contrappuntistico.

 

Le moderne emprisonné

I ‘Pièces pour clavecin’ di Jean-Philippe Rameau tra tradizione e modernità

Narrazione musicale con Graziella Seminara

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

22 marzo 2024, ore 17:30

Ri-creazioni #2 Vania Dal Maso

Nella Sala 4 del Museo, a corredo del clavemvsicvm omnitonvm, è esposto un pezzo particolare, che sul fondo porta la scritta TRECTA CORDO. Si tratta di un monocordo a quattro corde (il più antico tra i monocordi oggi preservati), predisposto per l’accordatura del clavemusicvm stesso.
Questa ri-creazione si propone di tracciare la storia del monocordo dall’età medievale all’epoca del trectacordo, prendendo in esame l’uso del monocordo in ambito sperimentale e musicale, l’etimo di ‘monocordo’, la nomenclatura della varie parti e le caratteristiche organologiche, la presenza nell’iconografia e nei trattati di teoria musicale rinascimentali.
Con l’ausilio di due monocordi ricostruiti da Paolo Zerbinatti (uno medievale, l’altro, triplo, rinascimentale) sarà possibile avere esperienza diretta dei vari metodi di eccitazione della corda, e delle “armonie”, ovvero gli intervalli sonori generati dalle proporzioni numeriche relative alle porzioni vibranti delle corde.
Una scorsa ai diversi metodi di divisione (tecnica con cui si individuano i punti corrispondenti ai vari suoni prodotti dalla corda), permetterà infine di comprendere meglio uso e funzioni del monocordo nell’arco dei secoli.

 

Unica chorda infinite armonie

Dal monocordo al ‘Trectacordo’ di Vitus de Trasuntinis (1606). Breve storia

Narrazione musicale con Vania Dal Maso

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

15 marzo 2024, ore 17:30

Music, Aesthetics, and Politics in the 20th Century

München, Goebbels im Haus der Deutschen Kunst

 

Dear Friends and Colleagues,

Athena Musica is pleased to announce a call for contributions for a collective volume on

Music, Aesthetics, and Politics in the 20th Century

as the seventh issue of the Biblioteca di Athena Musica (Turin: Accademia University Press).

The volume, which is expected to be published in the fall of 2025, welcomes contributions in both English and Italian.

Building on the results of a recent conference on the topic, the book aims to explore the connections between music aesthetics and politics in the ‘short’ twentieth century.

The dyad of aesthetics & politics could, at first glance, be considered an oxymoron, the irreconcilable juxtaposition of politics, the science and practice of governing the polis, and aesthetics, a philosophical discipline oriented toward the study of artworks. And yet discourses on art clearly have a political significance insofar as they influence the cultural horizons of their time and, in some cases, directly affect historical events. While the cultural policies of totalitarian regimes have historically influenced artistic debates and even compositional choices, it is equally true that countless works were consciously developed according to ideological regimes of thought. The relationship between aesthetics and politics is no less crucial in non-totalitarian systems of government, where the use of aesthetic forms of communication plays an essential role in shaping states’ cultural policies or granting intellectual legitimacy to the ruling classes.

The editors invite original and interdisciplinary contributions that may include, but are not limited to, scholarship on any of the following topics:

  • The influence of politics on the formation of musical tastes
  • The characteristics of aesthetic theories developed under totalitarian regimes
  • Aesthetic discourse as mediation between music and politics
  • The role of state censorship
  • Relationships between art and propaganda
  • The influence of composers’ ideological positions on thematic and artistic choices
  • Real impacts of state doctrines on public reception and the extent to which these succeeded or failed.

The book seeks to center the above questions in a critical discussion of scholars from various disciplines (musicology, cultural history, political science, etc.) and in a range of geographical frameworks. The multidisciplinary nature of the volume favors a broad definition of music, ranging from art music to other genres such as music for mass media, music written for political contexts (e.g. hymns, anthems, songs), and entertainment music.

Please submit a 300-word abstract in English or Italian and a brief curriculum vitae to contact@athenamusica.org by June 15, 2024. The results of the selection process will be announced by the end of August 2024.

Selected authors will be asked to submit their completed chapters by the end of December 2024.

Francesco Finocchiaro and Graziella Seminara are the editors of this volume. Co-editors of the series are Paolo Gozza and Nicoletta Guidobaldi.

Ri-creazioni #1 Alessandra Fiori

Quali “vette” poteva toccare una giovanissima compositrice, oltre che virtuosa e insegnante di arpa, di inizio Ottocento? Quali aspirazioni realizzare una talentuosa ragazza in una piccola cittadina come Lucca?
Marianna Andreozzi Motroni, sposata Bottini (1802-1858), ha solcato il panorama musicale italiano ottenendo peraltro il titolo di accademica onoraria presso l’Accademia Filarmonica di Bologna.
Oltre alla propria vasta collezione di opere di grandi musicisti, ci ha trasmesso un cospicuo lascito di musiche da lei composte: lavori sacri, strumentali, due cantate e un melodramma mai rappresentato fino allo scorso anno: Elena e Gerardo.
Proprio su quest’opera, che fu probabilmente tra le sue ultime realizzazioni, varrà la pena di soffermarsi: a partire da una riscrittura teatrale per mano di Giovanni Pindemonte, fratello del più celebre Ippolito, questo soggetto (una sorta di Romeo e Giulietta a lieto fine) sarà sottoposto a varie rielaborazioni prima di approdare al teatro musicale.
E la scelta di Marianna sarà rivelatrice dei gusti letterari e musicali di una giovane dell’epoca, ugualmente affascinata dalle atmosfere “sepolcrali” (proto)romantiche e dalla focosa verve di Rossini, di cui si confessa, nel proprio diario scritto in francese, vera e propria fanatique.

 

Gioventù di una musicista

Marianna Bottini (1802-1858): vita e opere di una virtuosa dell’Ottocento

Narrazione musicale con Alessandra Fiori

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

8 marzo 2024, ore 17:30