Conversazioni di Athena Musica

 

Ciclo 2019-2020

Agli Amici della Repubblica Musicale

La civiltà della conversazione ha una storia nota, intrecciata alla vicenda moderna della Repubblica delle Lettere. Meno nota è invece l’espressione Repubblica Musicale, che della Repubblica delle Lettere è un’articolazione. L’espressione è presente in una pagina dell’autore del primo dizionario di musica della cultura europea, Sébastien de Brossard (1655-1730), maestro di cappella nelle cattedrali di Strasburgo e di Meaux, compositore di mottetti sacri, cantate e arie, lessicografo, bibliofilo, infaticabile erudito d’ancien régime. Nel 1703 Brossard pubblica a Parigi il Dictionaire de musique, che era stato preceduto due anni prima dalla pubblicazione di un’altra sua opera di lessicografia musicale, il Dictionaire des Termes Grecs, Latins & Italiens, dont on se sert frequemment dans toutes sortes de Musique, & particulierement dans l’Italienne (Parigi, C. Ballard, 1701). Il Dictionaire di Brossard è solo in parte simile ai dizionari di musica delle nostre biblioteche: oltre al lessico (circa 500 termini), e oltre al supplemento d’una traduzione in francese dei termini musicali greci latini italiani e al catalogo di oltre 900 scrittori di musica d’ogni età, lingua e nazione, ospita uno scritto sulla corretta pronuncia dell’italiano, la lingua che tutti i musicisti «sur tout doivent d’autant plus cultiver, qu’elle fournit à la Republique Musicale d’excellentes Pièces.» È un francese d’ancien régime che scrive. Brossard si sente cittadino di quella Repubblica delle Lettere alla quale vuole recare il contributo generoso e sostanziale della Repubblica Musicale. Nel giro di pochi decenni le cose cambieranno: l’ideale enciclopedico di Brossard, potremmo dire oggi ‘europeista’, è stato vanificato da una cultura che ha trasformato la musica in affare di stato e guerra di religione, come nota D’Alembert nel suo scritto De la liberté de la musique (1759).

Come rilanciare oggigiorno l’ideale Repubblica Musicale di Sébastien de Brossard? Una via sensata è di rimettere la musica al centro del discorso – in breve, di ripensare il discorso musicaleAthena Musica parte dall’idea che la musica non sia pensabile senza i saperi che ne hanno definito nel tempo il lessico e i concetti, e che nel loro insieme definiscono la musica come sapere storico. Detto diversamente: non c’è aspetto della musica che non rechi traccia dei saperi che hanno costruito la tradizione culturale europea, allo stesso modo per cui non esiste aspetto della tradizione culturale europea che non conservi l’impronta del sapere musicale in tutte le sue forme.

Le Conversazioni di Athena Musica aspirano precisamente a ricostruire le condizioni di possibilità del discorso musicale tra studiosi d’ogni disciplina e formazione estetico-filosofica che condividono l’interesse per la musica. Per onorare questo impegno, l’argomento generale del primo Ciclo 2019/2020 delle Conversazioni di Athena Musica è Il discorso musicale. Le Conversazioni di Athena Musica intendono focalizzare i generi letterari mediante i quali la musica è stata narrata nei libri dall’antichità all’oggi. Per realizzare questo progetto innovativo, le Conversazioni ospiteranno i contributi di studiosi di altri ambiti del sapere, allo scopo di rinnovare quella convergenza di conoscenze che hanno costruito nelle diverse età il concetto europeo della musica. 

Music as Thought

Si segnala la recensione a cura di Magda Polo Pujadas nella sezione ‘presentazione di libri’  del volume di Mark Evan Bonds, Music as Thought, Listening to the Symphony in the Age of Beethoven, Princenton, Princenton University Press, 2006; tr. spagnola La música como pensamiento. El público y la música instrumental en la época de Beethoven, Barcelona, Acantilado, 2014.