Siamo lieti di diffondere il programma della giornata di studi, organizzata da Athena Musica, su L’arco del sentire musicale: tra natura e mondi storici, che si svolgerà presso il Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna il 4 dicembre 2025, dalle ore 9 alle 19.
“Sarà un piacere incontrarci numerosi, ciascuno con un’espressione sul volto di vivo interesse (quale magnificamente saprebbe rendere Yvette Guilbert, che sulla copertina del pieghevole rappresenta intanto un qualificato campionario di emozioni umane)”. Stefano Lombardi Vallauri
Con piacere diffondiamo la notizia e il programma del XXIX Colloquio di Musicologia del “Saggiatore Musicale”, che avrà luogo in Palazzo Marescotti Brazzetti a Bologna dal 21 al 23 novembre prossimo.
Il Colloquio si svolge con la consueta impostazione ed è coordinato da Nicola Badolato e Valeria Conti.
Quest’anno la relazione d’apertura è affidata a Luca Zoppelli, storico della Musica insigne, profondo conoscitore del Risorgimento, ordinario nell’Università di Friburgo in Svizzera.
Le due tavole rotonde vertono (1) su come preservare i prodotti digitali della ricerca umanistica; (2) sulla rievocazione della figura artistica di Luciano Pavarotti nel suo novantesimo compleanno. La prima è coordinata da Francesca Tomasi, ordinaria nel Dipartimento di Filologia classica e Italianistica di UniBo; la seconda da Marco Beghelli del DAR.
Segnaliamo il Convegno internazionale di studi “Performing Brahms. Approcci metodologici a confronto”, Rocca Sforzesca di Imola, 14-16 novembre 2025.
Il Convegno internazionale di studi, che si svolgerà nella Rocca Sforzesca di Imola, sede dell’Accademia, dal 14 al 16 novembre 2025, è patrocinato dal Brahms-Institut di Lubecca, dall’Istituto Storico Germanico di Roma, dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, dalla Fondazione Accademia Chigiana di Siena e dal Teatro Comunale di Bologna.
Il convegno si annuncia assai nutrito e ricco di presenze autorevoli nel panorama internazionale: ad aprire i lavori interverrà Walter Frisch della Columbia University di New York, uno dei massimi esperti della musica austro-tedesca dell’Otto e Novecento e fra i maggiori studiosi di Brahms.
Seguiranno docenti e studiosi provenienti da istituzioni di spicco degli Stati Uniti, Olanda, Finlandia, Germania che si alterneranno a studiosi provenienti da numerose istituzioni accademiche italiane — Università e AFAM — accanto al team dei docenti di materie storico-teoriche dell’Accademia di Imola. Il dialogo ‘polifonico’ si svolgerà attorno a tematiche e linee di ricerca multiple — dall’approccio storico-estetico a quello analitico, filologico e storico-interpretativo — offrendo occasioni di riflessione e approfondimento dei tanti aspetti della produzione musicale brahmsiana.
Per l’accesso al Convegno è necessario accreditarsi comunicando la propria partecipazione, scrivendo una mail a info@imolamusicacademies.org entro e non oltre il 10 novembre.
Segnaliamo la tavola rotonda “Aporie del restauro musicale da J. S. Bach a John Lennon”, Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, Preview 2026, 27 aprile 2025.
La locuzione “restauro musicale” è divenuta d’uso comune per riferirsi a operazioni che si collocano in una terra di mezzo tra filologia, creatività e tecnologie applicate. S’intendono con ciò quei tentativi di divinatio del musicale a partire da fonti lacunose in parte o in toto: completamenti di “incompiute”, ricostruzioni di porzioni d’opera mancanti, integrazioni di lacunae, fino alla rigenerazione vocale e alla produzione ex novo di brani “alla maniera di”. Parlare di restauro musicale dà patente di rispettabilità a operazioni creative, didattico-divulgative, commerciali, che sollevano tuttavia non pochi quesiti epistemologici, estetici ed etici. Questi nodi da sempre problematici, destinati ad assumere rilievo ancor maggiore nell’era dell’intelligenza artificiale, saranno messi a tema nella tavola rotonda.
Una iniziativa promossa da Athena Musica. Interventi di Chiara Bertoglio, Francesco Finocchiaro, Stefano Lombardi Vallauri, Massimo Raffa, Graziella Seminara.
Per maggiori dettagli, rimandiamo al seguente sito.
Segnaliamo la tavola rotonda “La musica cinematografica e il linguaggio delle emozioni”, Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, 5 aprile 2025.
La tavola rotonda metterà a tema la sfera dei significati emotivo-affettivi della musica nei testi filmici e i modi in cui il nesso fra musica, cinema ed emozioni è stato pensato e teorizzato dall’età del muto al sonoro. Compositori, direttori d’orchestra e storici della musica per il cinema proporranno una riflessione sulle strategie d’impiego cinematografico della musica e del suono al servizio dell’espressione delle emozioni dagli albori della Settima Arte all’età contemporanea.
Una iniziativa del Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, con il patrocinio scientifico di Fondazione CHANGES e Athena Musica.
Per maggiori dettagli, rimandiamo al seguente sito.
Il Madrigale, genere fra i più importanti della storia musicale occidentale, è nato in Italia negli anni Venti del Cinquecento, soprattutto per mano di un compositore francese che in quel periodo operava fra Roma, Venezia e Firenze: Philippe Verdelot. Una prima raccolta delle sue composizioni venne pubblicata nel 1533, ma purtroppo ci è giunta mutila. Ne venne approntata una ristampa nel 1537, di cui oggi esiste un solo esemplare completo posseduto dal Museo della Musica insieme a un’altra decina di stampe successive di Verdelot. Nell’incontro verrà messa in evidenza la grandezza di questo compositore esaminando alcuni suoi madrigali esemplari, e verrà inquadrata nel contesto della stampa musicale cinquecentesca la decina di volumi di Verdelot raccolti da Padre Martini, che comprendono pressoché tutta la sua produzione madrigalistica.
Segnaliamo il seminario “Pomeriggi in Biblioteca: Colloqui intorno ai libri di musica”, a cura del Conservatorio “G. Verdi” di Torino, 11-12 marzo 2025.
Fra gli appuntamenti, spicca la presentazione del libro Vladimir Jankélévitch, La musica e l’ineffabile, a cura di Enrica Lisciani-Petrini, Jaca Book, 2025, in dialogo con Mara Lacchè.
Una iniziativa patrocinata da CAM – Università degli Studi di Torino e Athena Musica.
Nella Storia della musica sono molti i modi in cui i teologi e gli autori spirituali hanno fatto uso di immagini musicali per cercare di rendere il vertiginoso e complesso concetto di Trinità, e in cui i musicisti hanno tentato di raffigurare simbolicamente il Dio che è Uno in Tre Persone. Nell’epoca d’oro della polifonia, molti compositori hanno utilizzato la scrittura canonica e le mensurazioni per trasmettere un’icona della Trinità. La conversazione, che si ispirerà a un bellissimo canone conservato presso il Museo della Musica, prenderà in esame alcuni esempi della letteratura polifonica del Quattro-Cinquecento, mostrando la bellezza e la raffinatezza delle tecniche compositive adottate dai musicisti per rappresentare, con il linguaggio proprio dell’arte dei suoni, uno dei due più importanti misteri del cristianesimo.
L’avvento della stampa tipografica ha segnato nell’Europa del sec. XV una rivoluzione culturale. Pochi decenni dopo la Bibbia di Johannes Gutenberg (1453), anche la musica si impossessa dell’innovazione, ma la scrittura musicale, per sua natura non esclusivamente lineare, pone problemi tecnici impervi. Il primo libro di musica polifonica integralmente stampato in caratteri mobili, l’Odhecaton A di Ottaviano Petrucci (Venezia 1501), è un fulgido capolavoro editoriale. Ma il nuovo sistema di stampa prende piede su larga scala soltanto negli anni Trenta del Cinquecento, grazie a una semplificazione tecnologica che incide sì sulla qualità di stampa ma assicura costi di produzione assai più contenuti. Di fatto, in questa forma, la stampa tipografica diventa infine un propulsore determinante nello sviluppo di un genere polifonico vocale, il madrigale, destinato a un vasto consumo e a un intenso rigoglio sull’arco di un secolo abbondante. Nel Seicento, dal canto suo, la musica strumentale pone esigenze semiografiche che la stampa a caratteri mobili non può più soddisfare: è l’ora della calcografia, ossia dell’incisione su rame, che culmina nei due libri di Toccate di Girolamo Frescobaldi.
Nonostante il piccolo formato, la composizione miscellanea e l’aspetto disadorno, il ms. Q.11 del Museo della Musica di Bologna rappresenta un importante lascito della cultura medioevale; si tratta, infatti, di una delle pochissime fonti a nostra conoscenza, in Italia e in Europa, con repertorio monodico e polifonico dedicato alle voci femminili: voci di monache. Il codice è formato da fascicoletti sciolti, poi cuciti insieme, che costituivano piccole unità coerenti; in alcuni punti i brani sono stati riadattati, cancellati, riscritti; in qualche modo arrangiati per provvedere le religiose di un florilegio di canti adatti a celebrare le loro festività. Su queste 26 carte vergate tra la fine del Duecento e i primi decenni del secolo successivo diverse mani sono intervenute senza una pianificazione rigorosa; oltre ai canti vi troviamo preghiere, note di possesso e anche una formula di guarigione magico-religiosa. Tra le parti più interessanti spicca il secondo fascicolo: sei carte che racchiudono una quindicina di brani la cui bellezza è pari al loro interesse storico, poiché molti di essi si legano al repertorio dei trovieri ed alla tradizione polifonica della scuola di Notre-Dame di Parigi. Tra le mani anonime presenti nel codice, due hanno lasciato una testimonianza più precisa, scrivendo il loro nome: Stephanus e Guiduça. Dalla ricerca sull’identità di queste due persone ha inizio un viaggio che dalla Francia ci porta fino a Bologna.
Exit Rosa. Stephanus e Guiduça: musica per le monache tra Francia e Lombardia nel ms. Q.11 del Museo della Musica
Narrazione musicale con Alessandra Fiori
Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna