#6 Massimo Privitera, Il Verdelotto di Martini


Il Madrigale, genere fra i più importanti della storia musicale occidentale, è nato in Italia negli anni Venti del Cinquecento, soprattutto per mano di un compositore francese che in quel periodo operava fra Roma, Venezia e Firenze: Philippe Verdelot.
Una prima raccolta delle sue composizioni venne pubblicata nel 1533, ma purtroppo ci è giunta mutila. Ne venne approntata una ristampa nel 1537, di cui oggi esiste un solo esemplare completo posseduto dal Museo della Musica insieme a un’altra decina di stampe successive di Verdelot.
Nell’incontro verrà messa in evidenza la grandezza di questo compositore esaminando alcuni suoi madrigali esemplari, e verrà inquadrata nel contesto della stampa musicale cinquecentesca la decina di volumi di Verdelot raccolti da Padre Martini, che comprendono pressoché tutta la sua produzione madrigalistica.


Il Verdelotto di Martini

Narrazione musicale con Massimo Privitera

Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna

14 marzo 2025, ore 17:30

#5 Chiara Bertoglio, Tre in uno


Nella Storia della musica sono molti i modi in cui i teologi e gli autori spirituali hanno fatto uso di immagini musicali per cercare di rendere il vertiginoso e complesso concetto di Trinità, e in cui i musicisti hanno tentato di raffigurare simbolicamente il Dio che è Uno in Tre Persone.
Nell’epoca d’oro della polifonia, molti compositori hanno utilizzato la scrittura canonica e le mensurazioni per trasmettere un’icona della Trinità.
La conversazione, che si ispirerà a un bellissimo canone conservato presso il Museo della Musica, prenderà in esame alcuni esempi della letteratura polifonica del Quattro-Cinquecento, mostrando la bellezza e la raffinatezza delle tecniche compositive adottate dai musicisti per rappresentare, con il linguaggio proprio dell’arte dei suoni, uno dei due più importanti misteri del cristianesimo.


Tre in uno

Narrazione musicale con Chiara Bertoglio

Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna

7 marzo 2025, ore 17:30

#4 Lorenzo Bianconi, Stampa ed editoria musicale


L’avvento della stampa tipografica ha segnato nell’Europa del sec. XV una rivoluzione culturale.
Pochi decenni dopo la Bibbia di Johannes Gutenberg (1453), anche la musica si impossessa dell’innovazione, ma la scrittura musicale, per sua natura non esclusivamente lineare, pone problemi tecnici impervi.
Il primo libro di musica polifonica integralmente stampato in caratteri mobili, l’Odhecaton A di Ottaviano Petrucci (Venezia 1501), è un fulgido capolavoro editoriale.
Ma il nuovo sistema di stampa prende piede su larga scala soltanto negli anni Trenta del Cinquecento, grazie a una semplificazione tecnologica che incide sì sulla qualità di stampa ma assicura costi di produzione assai più contenuti.
Di fatto, in questa forma, la stampa tipografica diventa infine un propulsore determinante nello sviluppo di un genere polifonico vocale, il madrigale, destinato a un vasto consumo e a un intenso rigoglio sull’arco di un secolo abbondante.
Nel Seicento, dal canto suo, la musica strumentale pone esigenze semiografiche che la stampa a caratteri mobili non può più soddisfare: è l’ora della calcografia, ossia dell’incisione su rame, che culmina nei due libri di Toccate di Girolamo Frescobaldi.


Stampa ed editoria musicale

Narrazione musicale con Lorenzo Bianconi

Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna

28 febbraio 2025, ore 17:30

#3 Alessandra Fiori, Exit Rosa


Nonostante il piccolo formato, la composizione miscellanea e l’aspetto disadorno, il ms. Q.11 del Museo della Musica di Bologna rappresenta un importante lascito della cultura medioevale; si tratta, infatti, di una delle pochissime fonti a nostra conoscenza, in Italia e in Europa, con repertorio monodico e polifonico dedicato alle voci femminili: voci di monache.
Il codice è formato da fascicoletti sciolti, poi cuciti insieme, che costituivano piccole unità coerenti; in alcuni punti i brani sono stati riadattati, cancellati, riscritti; in qualche modo arrangiati per provvedere le religiose di un florilegio di canti adatti a celebrare le loro festività. Su queste 26 carte vergate tra la fine del Duecento e i primi decenni del secolo successivo diverse mani sono intervenute senza una pianificazione rigorosa; oltre ai canti vi troviamo preghiere, note di possesso e anche una formula di guarigione magico-religiosa. 
Tra le parti più interessanti spicca il secondo fascicolo: sei carte che racchiudono una quindicina di brani la cui bellezza è pari al loro interesse storico, poiché molti di essi si legano al repertorio dei trovieri ed alla tradizione polifonica della scuola di Notre-Dame di Parigi.
Tra le mani anonime presenti nel codice, due hanno lasciato una testimonianza più precisa, scrivendo il loro nome: Stephanus e Guiduça. Dalla ricerca sull’identità di queste due persone ha inizio un viaggio che dalla Francia ci porta fino a Bologna.


Exit Rosa. Stephanus e Guiduça: musica per le monache tra Francia e Lombardia nel ms. Q.11 del Museo della Musica

Narrazione musicale con Alessandra Fiori

Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna

21 febbraio 2025, ore 17:30

#1 Miccichè-Borghesi, Tre secoli di Passione


A 300 anni dalla sua prima esecuzione, la Passione secondo Giovanni di J.S. Bach continua a coinvolgere, stupire, incantare ed emozionare.
Questa partitura è capace di far commuovere sin dal primo ascolto, invitando a uno studio appassionato, a una ricerca costante che permetta di coglierne pienamente la ricchezza.
Nel 2024 la Società Bachiana Italiana ha tentato di raccontarla a pubblici diversi tramite l’approfondimento musicologico, la contestualizzazione delle fonti e delle prassi esecutive, l’analisi della partitura e del libretto, il dialogo con la teologia e con la cultura dell’epoca di Bach e della contemporaneità.
Attraverso l’incontro concreto e inaspettato con esemplari della collezione del Museo della musica, si porterà lo spettatore in un viaggio “appassionato”, con un linguaggio semplice che possa vincere il timor sacro che spesso si prova nell’accostarsi a una partitura monumentale, cronologicamente e culturalmente distante dalla nostra contemporaneità, e la cui comprensione del testo è resa difficoltosa dalla lingua (straniera) e dal linguaggio.


Tre secoli di Passione

Narrazione musicale con Pier Francesco Miccichè e Maria Borghesi

Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna

7 febbraio 2025, ore 17:30

Sulle ri-Creazioni

ri-Creazioni – le collezioni museali raccontate è la rassegna di incontri in cui gli esperti di Athena Musica, in collaborazione con il Museo della musica, sono chiamati a ri-creare il volto delle collezioni museali – strumenti musicali, dipinti, spartiti, libretti d’opera, libri a stampa o manoscritti, e quant’altro – attraverso le loro storie, raccontate dalla viva voce dello studioso.
Al termine di ogni ri-Creazione, una breve “incursione” nelle collezioni ci farà scoprire dal vivo il documento oggetto dell’incontro, per un’esperienza che diviene così al tempo stesso la ricreazione della mente di chi ascolta, della parte dimenticata del passato che ci appartiene.

#2 Vania Dal Maso, Tutta la musica in una mano


Perché, nei trattati musicali dei secoli XVI e XVII, le raffigurazioni del palmo della mano sinistra con iscrizioni di lettere, sillabe e simboli, sono così frequenti?
Cosa contengono effettivamente e cosa rappresentano queste immagini? Perché proprio una mano? Quali altre forme e luoghi sono usati con funzioni analoghe?
Traendo spunto dalla figura centrale del foglio volante B.74, la cui riproduzione accoglie il visitatore all’ingresso del museo, questa Ri-creazione si propone di fornire risposte chiare e semplici a questi interrogativi.
Attraverso l’esplorazione di fonti con contenuti analoghi (altri fogli volanti e trattati di teoria musicale rinascimentale), facendo i necessari riferimenti all’ambiente culturale del tempo (compreso il «modo di accrescere e conservare la memoria» di cui tratta Lodovico Dolce nel suo Dialogo), esaminando altri utilizzi della mano come mezzo mnemonico, e altre diverse figure usate con scopo analogo, questo incontro illustra i contenuti della mano e il modo di memorizzarli, elementi fondamentali nel percorso dell’apprendimento della musica.


Tutta la musica in una mano

Narrazione musicale con Vania Dal Maso

Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna

14 febbraio 2025, ore 17:30

Sulle ri-Creazioni

ri-Creazioni – le collezioni museali raccontate è la rassegna di incontri in cui gli esperti di Athena Musica, in collaborazione con il Museo della musica, sono chiamati a ri-creare il volto delle collezioni museali – strumenti musicali, dipinti, spartiti, libretti d’opera, libri a stampa o manoscritti, e quant’altro – attraverso le loro storie, raccontate dalla viva voce dello studioso.
Al termine di ogni ri-Creazione, una breve “incursione” nelle collezioni ci farà scoprire dal vivo il documento oggetto dell’incontro, per un’esperienza che diviene così al tempo stesso la ricreazione della mente di chi ascolta, della parte dimenticata del passato che ci appartiene.

Ri-creazioni #5 Paolo Gozza

Nella mitologia Eco è una ninfa chiacchierina che distrae Giunone mentre il consorte amoreggia con le ninfe sue sorelle. Offesa, la madre degli dei la punisce nell’uso della lingua: Eco potrà ripetere solo parole e suoni non suoi. Regredita a immagine sonora, nelle Metamorfosi ovidiane (III, 339-510) Eco ama Narciso, l’immagine visiva, e ne condivide l’infelice destino.

 

La favola di Eco

Narrazione musicale con Paolo Gozza

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

5 aprile 2024, ore 17:30.

Ri-creazioni #4 Massimo Privitera

L’incontro del 29 marzo è dedicato ad una raccolta pubblicata nel 1613 a Venezia da Bartolomeo Magni, della quale il Museo della Musica possiede una delle due sole copie oggi esistenti. Il suo titolo è Canoro pianto di Maria Vergine sopra la faccia di Christo estinto, Poesia del rever.mo P. Abbate Grillo raccolta per D. Angelico Patto, Academico Giustiniano, et posta in musica da diversi auttori, con un Dialogo, e Madregale tramutati da l’istesso.

La raccolta comprende 23 composizioni a voce sola con accompagnamento di basso continuo, di 10 compositori, su testi presi dalla raccolta Pietosi affetti di Angelo Grillo (1557-1629), monaco cassinense e poeta oggi poco noto, ma ai suoi tempi considerato sullo stesso piano di Tasso, Marino e Chiabrera. I testi raccontano la contemplazione del volto di Gesù deposto dalla croce: 3 parlano del viso, 3 dei capelli, 2 della fronte, 4 degli occhi, 2 delle orecchie, 2 del naso, 2 delle guance, 3 della bocca, 2 della barba.

Indagheremo sui contenuti di questa raccolta, che ha nel frontespizio un’immagine del volto di Cristo dalle molteplici diramazioni storiche e culturali, delle quali seguiremo alcune piste.

Il discorso si allargherà poi ad altre raccolte coeve e di analogo carattere conservate nel Museo, come i Madrigali a cinque in laude di S. Carlo, di Gio. Battista Porta, pubblicati nel 1616 sempre da Magni a Venezia, che tessono musicalmente una biografia di S. Carlo, ed analogamente hanno nel frontespizio un’immagine della persona celebrata dalla raccolta.

 

Canoro pianto

Meditazioni spirituali in musica (1613)

Narrazione musicale con Massimo Privitera

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

29 marzo 2024, ore 17:30.

Ri-creazioni #3 Graziella Seminara

Nell’orizzonte collettivo la tradizione clavicembalistica francese è associata con la produzione di François Couperin, concepita nella prospettiva di un raffinato rituale mondano, praticato da un pubblico aristocratico dal gusto squisito e coltivatissimo. Poco rilievo, soprattutto in Italia, si è dato alle raccolte per clavicembalo di Jean-Philippe Rameau, che colpiscono per la loro prepotente novità di concezione e di scrittura: l’espansione dell’impianto formale, la gestualità ampia e marcata, la coerenza tematica, la modernità della ricerca armonica sono affidate a un nuovo idioma tastieristico, che con la sua pienezza e complessità conduce oltre le delicate miniature couperiniane e si presta a potenti squarci teatrali. La produzione cembalistica di Rameau sarà inoltre considerata alla luce del pensiero teorico del musicista, che con il Traité de l’harmonie (1722) e la Génération harmonique (1737) ha prodotto un epocale mutamento nella concezione della musica, determinato dal definitivo sopravvento della logica armonica sul pensiero contrappuntistico.

 

Le moderne emprisonné

I ‘Pièces pour clavecin’ di Jean-Philippe Rameau tra tradizione e modernità

Narrazione musicale con Graziella Seminara

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

22 marzo 2024, ore 17:30

Ri-creazioni #2 Vania Dal Maso

Nella Sala 4 del Museo, a corredo del clavemvsicvm omnitonvm, è esposto un pezzo particolare, che sul fondo porta la scritta TRECTA CORDO. Si tratta di un monocordo a quattro corde (il più antico tra i monocordi oggi preservati), predisposto per l’accordatura del clavemusicvm stesso.
Questa ri-creazione si propone di tracciare la storia del monocordo dall’età medievale all’epoca del trectacordo, prendendo in esame l’uso del monocordo in ambito sperimentale e musicale, l’etimo di ‘monocordo’, la nomenclatura della varie parti e le caratteristiche organologiche, la presenza nell’iconografia e nei trattati di teoria musicale rinascimentali.
Con l’ausilio di due monocordi ricostruiti da Paolo Zerbinatti (uno medievale, l’altro, triplo, rinascimentale) sarà possibile avere esperienza diretta dei vari metodi di eccitazione della corda, e delle “armonie”, ovvero gli intervalli sonori generati dalle proporzioni numeriche relative alle porzioni vibranti delle corde.
Una scorsa ai diversi metodi di divisione (tecnica con cui si individuano i punti corrispondenti ai vari suoni prodotti dalla corda), permetterà infine di comprendere meglio uso e funzioni del monocordo nell’arco dei secoli.

 

Unica chorda infinite armonie

Dal monocordo al ‘Trectacordo’ di Vitus de Trasuntinis (1606). Breve storia

Narrazione musicale con Vania Dal Maso

 

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

15 marzo 2024, ore 17:30