L’officina ateniese #1

L'officina ateniese #1

È online il primo numero della Officina ateniese:

https://www.aaccademia.it/ita/collane/officina-ateniese

 

L’officina ateniese si propone di diventare un laboratorio del pensiero: il luogo in cui possano convergere le riflessioni teoriche, si discutano le questioni disciplinari, ricevano primaria elaborazione concettuale le attività di ricerca e divulgazione promosse in seno all’Associazione Culturale Athena Musica. L’officina ateniese costituisce una serie interna e complementare alla Biblioteca di Athena Musica (AUP, 2017-). L’officina ateniese integrerà la Biblioteca, offrendo con cadenza annuale uno spazio di pubblicazione di carattere miscellaneo o monografico per contributi a carattere di work in progress, risultati di ricerche in corso di svolgimento, anteprime di studi in via di definizione.

Indice

Editoriale
Francesco Finocchiaro, L’officina del pensiero

Articoli
Antonio Serravezza, Hegel e Angelica Catalani. “L’autointuirsi della pura luce”

Ri-Creazioni
Nicola Badolato, ‘Mosè risorto dall’acque’ di Giovanni Battista Bassani e l’oratorio musicale tra Ferrara, Bologna e Modena

Paolo Gozza, ‘Amor Tiranno’. Un’accademia bolognese di metà Seicento

Gruppi di studio
Francesco Finocchiaro, “Il nemico è alle porte!” La musica per film nella critica cinematografica del Ventennio nero

Recensioni
Fabrizio Festa, La musica di Dante

Notizie sugli autori

 

ISBN 9791255000839

L’industria della persuasione

L’industria della persuasione

Il fascismo fece un uso tutt’altro che ingenuo della musica, del cinema e dei mezzi di comunicazione di massa. Sin dalla sua ascesa nel 1922, il regime intraprese un vasto progetto di programmazione della “cultura popolare”: varò una propria estetica, stabilì un canone artistico, costruì una tradizione in senso nazionalistico ed edificò un’enciclopedia culturale a proprio uso e consumo. Il programma d’indottrinamento delle masse e costruzione del consenso messo in atto dal regime fece leva soprattutto su un uso capillare dell’industria culturale, trasformata in una vera e propria “industria della persuasione”. La capillare burocratizzazione della cultura, messa in atto attraverso il controllo delle rappresentanze delle categorie di lavoratori, il sistema di premi e sponsorizzazioni, l’azione degli organi di censura, massimizzò il grado di interventismo dello Stato nella vita artistica, portando nei fatti a una fascistizzazione della cultura di massa italiana. Il regime mussoliniano commissionò creazioni cinematografiche “di tendenza”; bandì concorsi per musiche operistiche e strumentali che celebrassero le imprese del fascismo; incentivò la produzione di inni, canzoni e musiche corali che riunissero il popolo italiano in una sola voce; promosse creazioni delle arti figurative ispirate a un vero e proprio canone estetico di regime.
Una ricca produzione di letteratura critica ha messo a tema negli ultimi anni l’industria culturale del fascismo, prendendo in esame i meccanismi di costruzione del consenso, l’esercizio della censura, la cinematografia “di tendenza”, la cultura popolare, l’apparato industriale e amministrativo, l’immaginazione coloniale, l’attività giornalistica e radiofonica ecc. Da questa operazione di riscoperta storiografica è stata inspiegabilmente tagliata fuori finora la componente musicale: è mancato in altre parole di guardare al ruolo svolto dalla musica nell’industria culturale del fascismo. Ciò ha portato a ignorare la grande parte di un paesaggio musicale quanto mai variegato, stratificato, polistilistico, che pervade il Ventennio in un fluire di parate militari, pellicole, grammofoni, radio ecc. Il presente volume intende colmare questa lacuna storiografica. L’obiettivo comune è promuovere, a cento anni dalla Marcia su Roma, una meditazione collettiva sul ruolo precipuo svolto dalla musica nella edificazione e divulgazione dei miti fondativi del fascismo e nei processi retorici di legittimazione e difesa del regime.

L’industria della persuasione. Musica e mass media nella politica culturale del fascismo, a cura di Francesco Finocchiaro, Torino, Accademia University Press, 2022 (Biblioteca di Athena Musica, 4).

Contributi di Rossella Marisi, Isabella Abbonizio, Stefano A. E. Leoni, Elena Mosconi, Graziella Seminara, Maurizio Corbella, Leonardo Quaresima, Enrico Fubini, Maria Borghesi, Francesco Finocchiaro.

Vai alla presentazione a Rai Radio3 Suite (1° ottobre 2022)