L’officina ateniese #2


Abbiamo il piacere di annunciare l’uscita del secondo numero dell’Officina ateniese.

Editoriale
Stefano Lombardi Vallauri, Batte forte il martello sull’incudine

Articoli
Paolo Gozza, Estetica musicale, filosofia della musica, storia

Ri-creazioni
Vania Dal Maso, Di ballo in ballo: musiche per danza nell’Intabolatura nova’ R. 178 del Museo della Musica di Bologna

Gruppi di studio
Fabrizio Festa, Tommaso Colafiglio, Censura e consenso all’epoca degli algoritmi

Recensioni
Francesco Finocchiaro, Maurizio Giani: ‘Johannes Brahms. La musica della memoria’

Notizie sugli autori

ISBN 9791255001270

Il discorso musicale al Museo della musica di Bologna


Il 13 dicembre è stato presentato, presso il Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna, il volume Il discorso musicale. La musica e i suoi generi testuali nella storia, a cura di Francesco Finocchiaro, Paolo Gozza e Stefano Lombardi Vallauri, uscito lo scorso anno nella collana dell’associazione “Biblioteca di Athena Musica” (Torino, Accademia University Press, 2023).

A presentare il libro sono state, gradite ospiti, Amalia Collisani (Università di Palermo) e Cecilia Panti (Università di Roma Tor Vergata), insieme ai curatori.

Music, Aesthetics, and Politics in the 20th Century

München, Goebbels im Haus der Deutschen Kunst

 

Dear Friends and Colleagues,

Athena Musica is pleased to announce a call for contributions for a collective volume on

Music, Aesthetics, and Politics in the 20th Century

as the seventh issue of the Biblioteca di Athena Musica (Turin: Accademia University Press).

The volume, which is expected to be published in the fall of 2025, welcomes contributions in both English and Italian.

Building on the results of a recent conference on the topic, the book aims to explore the connections between music aesthetics and politics in the ‘short’ twentieth century.

The dyad of aesthetics & politics could, at first glance, be considered an oxymoron, the irreconcilable juxtaposition of politics, the science and practice of governing the polis, and aesthetics, a philosophical discipline oriented toward the study of artworks. And yet discourses on art clearly have a political significance insofar as they influence the cultural horizons of their time and, in some cases, directly affect historical events. While the cultural policies of totalitarian regimes have historically influenced artistic debates and even compositional choices, it is equally true that countless works were consciously developed according to ideological regimes of thought. The relationship between aesthetics and politics is no less crucial in non-totalitarian systems of government, where the use of aesthetic forms of communication plays an essential role in shaping states’ cultural policies or granting intellectual legitimacy to the ruling classes.

The editors invite original and interdisciplinary contributions that may include, but are not limited to, scholarship on any of the following topics:

  • The influence of politics on the formation of musical tastes
  • The characteristics of aesthetic theories developed under totalitarian regimes
  • Aesthetic discourse as mediation between music and politics
  • The role of state censorship
  • Relationships between art and propaganda
  • The influence of composers’ ideological positions on thematic and artistic choices
  • Real impacts of state doctrines on public reception and the extent to which these succeeded or failed.

The book seeks to center the above questions in a critical discussion of scholars from various disciplines (musicology, cultural history, political science, etc.) and in a range of geographical frameworks. The multidisciplinary nature of the volume favors a broad definition of music, ranging from art music to other genres such as music for mass media, music written for political contexts (e.g. hymns, anthems, songs), and entertainment music.

Please submit a 300-word abstract in English or Italian and a brief curriculum vitae to contact@athenamusica.org by June 15, 2024. The results of the selection process will be announced by the end of August 2024.

Selected authors will be asked to submit their completed chapters by the end of December 2024.

Francesco Finocchiaro and Graziella Seminara are the editors of this volume. Co-editors of the series are Paolo Gozza and Nicoletta Guidobaldi.

Il discorso musicale

finocchiaro_discorso-musicale_UfficioStampa

Come si scrive di musica? Se poniamo la domanda alla storia, dal passato ci viene incontro una varietà di generi testuali. I generi sono gli araldi della musica, i suoi mercuri alati; dispositivi plastici che rivestono e modellano il discorso. Il primo tipo testuale in cui si può trovare una tematizzazione della musica è il genere letterario del mito: la favola musicale. Lo spirito filosofico narra invece la musica nel tipo testuale del trattato, un genere destinato a modellare i fondamenti della teoria e della prassi musicale per oltre due millenni, da Aristosseno a Schönberg. La cultura medioevale affianca al trattato di musica altri generi come commentari ai testi filosofici antichi, speculazioni teologico-musicali, laudes musicae, scritti di mistica e spiritualità. L’età umanistica introduce il dialogo, più consono del trattato ad animare la conversazione musicale. La modernità rinnova generi antichi e ne introduce di nuovi: enciclopedie, dizionari, storie, lettere, giornalismo, letteratura di viaggio, biografia e autobiografia, pamphlets e altro ancora. Sono questi i generi del discorso musicale che il volume intende porre a tema. Interrogare il genere è in primo luogo interrogare le premesse della propria ricerca: è un risalire a ciò che viene prima, a ciò che è scontato e non pensato, a ciò che si chiede a sé stessi come studiosi. In secondo luogo, il genere è lo specchio o l’immagine dell’epoca. Il genere intercetta gli attori del discorso musicale: chi scrive sulla musica, il pubblico che si vuole raggiungere, la disposizione dei temi, la lingua, i luoghi, le funzioni, le circostanze di enunciazione e, più importante, l’immagine della musica stessa. Il genere diventa un oggetto storico, in quanto fa storia. Interrogare i generi testuali del discorso musicale dà ragione della musica in quanto costruzione storica situata alla convergenza dei diversi saperi che nel tempo l’hanno narrata (Paolo Gozza).

Il discorso musicale. La musica e i suoi generi testuali nella storia, a cura di Francesco Finocchiaro, Paolo Gozza e Stefano Lombardi Vallauri, Torino, Accademia University Press, 2023 (Biblioteca di Athena Musica, 5).

Contributi di Massimo Raffa, Donatella Restani, Letterio Mauro, Paola Dessì, Vania Dal Maso, Stefano Lorenzetti, Massimo Privitera, Nicola Badolato, Maria Semi, Paolo Gozza, Giovanni Guanti, Pier Francesco Miccichè, Chiara Bertoglio, Francesco Finocchiaro, Anna Ficarella, Stefano Lombardi Vallauri, Maurizio Giani, Francesca Gatta.

L’officina ateniese #1

L'officina ateniese #1

È online il primo numero della Officina ateniese:

https://www.aaccademia.it/ita/collane/officina-ateniese

 

L’officina ateniese si propone di diventare un laboratorio del pensiero: il luogo in cui possano convergere le riflessioni teoriche, si discutano le questioni disciplinari, ricevano primaria elaborazione concettuale le attività di ricerca e divulgazione promosse in seno all’Associazione Culturale Athena Musica. L’officina ateniese costituisce una serie interna e complementare alla Biblioteca di Athena Musica (AUP, 2017-). L’officina ateniese integrerà la Biblioteca, offrendo con cadenza annuale uno spazio di pubblicazione di carattere miscellaneo o monografico per contributi a carattere di work in progress, risultati di ricerche in corso di svolgimento, anteprime di studi in via di definizione.

Indice

Editoriale
Francesco Finocchiaro, L’officina del pensiero

Articoli
Antonio Serravezza, Hegel e Angelica Catalani. “L’autointuirsi della pura luce”

Ri-Creazioni
Nicola Badolato, ‘Mosè risorto dall’acque’ di Giovanni Battista Bassani e l’oratorio musicale tra Ferrara, Bologna e Modena

Paolo Gozza, ‘Amor Tiranno’. Un’accademia bolognese di metà Seicento

Gruppi di studio
Francesco Finocchiaro, “Il nemico è alle porte!” La musica per film nella critica cinematografica del Ventennio nero

Recensioni
Fabrizio Festa, La musica di Dante

Notizie sugli autori

 

ISBN 9791255000839

L’industria della persuasione

L’industria della persuasione

Il fascismo fece un uso tutt’altro che ingenuo della musica, del cinema e dei mezzi di comunicazione di massa. Sin dalla sua ascesa nel 1922, il regime intraprese un vasto progetto di programmazione della “cultura popolare”: varò una propria estetica, stabilì un canone artistico, costruì una tradizione in senso nazionalistico ed edificò un’enciclopedia culturale a proprio uso e consumo. Il programma d’indottrinamento delle masse e costruzione del consenso messo in atto dal regime fece leva soprattutto su un uso capillare dell’industria culturale, trasformata in una vera e propria “industria della persuasione”. La capillare burocratizzazione della cultura, messa in atto attraverso il controllo delle rappresentanze delle categorie di lavoratori, il sistema di premi e sponsorizzazioni, l’azione degli organi di censura, massimizzò il grado di interventismo dello Stato nella vita artistica, portando nei fatti a una fascistizzazione della cultura di massa italiana. Il regime mussoliniano commissionò creazioni cinematografiche “di tendenza”; bandì concorsi per musiche operistiche e strumentali che celebrassero le imprese del fascismo; incentivò la produzione di inni, canzoni e musiche corali che riunissero il popolo italiano in una sola voce; promosse creazioni delle arti figurative ispirate a un vero e proprio canone estetico di regime.
Una ricca produzione di letteratura critica ha messo a tema negli ultimi anni l’industria culturale del fascismo, prendendo in esame i meccanismi di costruzione del consenso, l’esercizio della censura, la cinematografia “di tendenza”, la cultura popolare, l’apparato industriale e amministrativo, l’immaginazione coloniale, l’attività giornalistica e radiofonica ecc. Da questa operazione di riscoperta storiografica è stata inspiegabilmente tagliata fuori finora la componente musicale: è mancato in altre parole di guardare al ruolo svolto dalla musica nell’industria culturale del fascismo. Ciò ha portato a ignorare la grande parte di un paesaggio musicale quanto mai variegato, stratificato, polistilistico, che pervade il Ventennio in un fluire di parate militari, pellicole, grammofoni, radio ecc. Il presente volume intende colmare questa lacuna storiografica. L’obiettivo comune è promuovere, a cento anni dalla Marcia su Roma, una meditazione collettiva sul ruolo precipuo svolto dalla musica nella edificazione e divulgazione dei miti fondativi del fascismo e nei processi retorici di legittimazione e difesa del regime.

L’industria della persuasione. Musica e mass media nella politica culturale del fascismo, a cura di Francesco Finocchiaro, Torino, Accademia University Press, 2022 (Biblioteca di Athena Musica, 4).

Contributi di Rossella Marisi, Isabella Abbonizio, Stefano A. E. Leoni, Elena Mosconi, Graziella Seminara, Maurizio Corbella, Leonardo Quaresima, Enrico Fubini, Maria Borghesi, Francesco Finocchiaro.

Vai alla presentazione a Rai Radio3 Suite (1° ottobre 2022)