XXIX Colloquio del “Saggiatore Musicale”

Con piacere diffondiamo la notizia e il programma del XXIX Colloquio di Musicologia del “Saggiatore Musicale”, che avrà luogo in Palazzo Marescotti Brazzetti a Bologna dal 21 al 23 novembre prossimo.

Il Colloquio si svolge con la consueta  impostazione ed è coordinato da Nicola Badolato e Valeria Conti.

Quest’anno la relazione d’apertura è affidata a Luca Zoppelli, storico della Musica insigne, profondo conoscitore del Risorgimento, ordinario nell’Università di Friburgo in Svizzera.

Le due tavole rotonde vertono (1) su come preservare i prodotti  digitali della ricerca umanistica; (2) sulla rievocazione della figura artistica di Luciano Pavarotti nel suo novantesimo compleanno. La prima è coordinata da Francesca Tomasi, ordinaria nel Dipartimento di Filologia classica e Italianistica di UniBo; la seconda da Marco Beghelli del DAR.

Programma completo

Satie 2025 – Call for papers


Segnaliamo il convegno internazionale “Satie 2025 – Cent ans d’héritage”

Convegno internazionale organizzato dalla Sezione Musica e Media (dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Torino), dal Dipartimento di Teoria, analisi e musicologia del Conservatorio di musica “G. Verdi” di Torino e dal Conservatorio di musica “G. Bellini” di Catania, in collaborazione con l’Institut de recherche en Musicologie (IreMus), Sorbonne Université, il progetto “Correspondencias entre la música y la literatura en la Edad de Plata II” (MULICO2)  dell’Universidad Complutense de Madrid (UCM), la Società Italiana di Analisi e Teoria Musicale – GATM e la città di Honfleur con les Maisons Satie e il museo Eugène-Boudin.

A cento anni dalla scomparsa di Erik Satie (1925), gli studi specifici continuano a essere intensi e sorprendenti. La poetica visionaria del compositore, nonostante radici biografiche ben affondate nell’Ottocento, ha ispirato le generazioni successive, lasciando eredità rilevanti che vanno dalla musica di Debussy e dei Six alle ricerche sul minimalismo americano, passando attraverso le rielaborazioni della cultura musicale pop. La naturale predisposizione alla riflessione interdisciplinare del repertorio specifico esige un confronto con il teatro, la danza e il cinema, a partire dalle pionieristiche sperimentazioni di Parade (1917) e Entr’acte (1924): si tratta di lavori generati da diversi sistemi di forze che impongono un’analisi stratificata, possibile solo attraverso il dialogo tra ambiti di studio diversi seppur complementari.

Il convegno si propone di incoraggiare tale dialogo, favorendo l’incontro tra musicologi e studiosi di danza, teatro, cinema muto, letteratura e arti figurative. Il caso di Satie ha sempre incarnato un significativo equilibrio tra queste componenti, richiedendo conoscenze e competenze diversificate finalizzate a raggiungere un adeguato livello di comprensione critica. Gli studi recenti continuano a dimostrarlo, privilegiando proprio gli stimoli derivanti da un’osservazione multidimensionale, generata da una poetica complessa, spesso difficile da decifrare nelle intenzionalità profonde. Tale peculiarità stilistica deve senza dubbio molto alla complessità dello contesto parigino nel quale il repertorio ha preso forma, favorendo un denso intreccio tra le arti; e tale ordito ha trovato spesso una convergenza in alcune comunità intellettuali decisive per la maturazione del pensiero di Satie: in particolare il circolo esoterico dei Rosa-Croce, la dirigenza dei Ballets Russes, l’antiaccademico ambiente dello Chat Noir, la Librairie de l’Art Indépendant di Edmond Bailly, il salotto della Princesse de Polignac, il gruppo dei dadaisti e il nascente movimento socialista. Tutte espressioni di pensieri molto differenti, utili anche alla comprensione del sostanziale eclettismo di un compositore impossibile da classificare con un’etichetta vincolante.

Il convegno propone una riflessione sull’eredità lasciata da Satie nel XX e nel XXI secolo, favorendo il confronto tra repertori ed esperienze differenti, in un’ottica multidisciplinare. Sarà inoltre l’occasione per porre il problema anche in termini transdisciplinari, vista la propensione dell’autore in oggetto ad ampliare i confini semantici ed estetici della musica stessa. Tale prospettiva allargata non dovrà tuttavia escludere la considerazione puramente musicologica, che dovrà portare contributi innovativi soprattutto in sede analitica, anche in virtù delle competenze specifiche espresse dalla partnership con il Conservatorio. Sarà proprio questa collaborazione a garantire anche una dimensione performativa all’evento, che coinvolga le allieve e gli allievi delle varie classi del conservatorio, in alcune esecuzioni tratte dalla produzione satiana.

Call for papers (scadenza 30 aprile 2025)

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Presentazione: I linguaggi dell’ineffabile

Domenica 3 marzo 2024, ore 17:30, al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna (Strada Maggiore, 34), si è tenuta la presentazione del libro:

Enrico Fubini – Laurence Wuidar, I linguaggi dell’ineffabile. Musica e mistica: tradizioni ebraiche e cristiane a confronto, Pisa, ETS, 2022.

Gli autori hanno dialogato con Chiara Bertoglio, che ha eseguito inoltre al pianoforte alcune liriche, cantate da Valeria Fubini.

Viene proposta una riflessione sulle differenze e i punti d’incontro tra la tradizione ebraica e la tradizione cristiana della musica nei suoi rapporti con la mistica. Molti sono i confini che sono toccati, alcuni sono superati, altri rimangono tali nella differenza profonda tra esperienza mistica e musica nell’ebraismo e nel cristianesimo.

L’evento, inserito nella rassegna Wunderkammer, vede la collaborazione della Biblioteca della Facoltà Teologica e del Festival della Rete Specialmente in Biblioteca.

Trame sonore 2022

Trame Sonore – Mantova Chamber Music Festival è un festival di respiro internazionale organizzato dall’Orchestra da Camera di Mantova. Giunto alla sua X edizione, il festival si terrà a Mantova in data 1 – 5 giugno 2022.

Si tratta di un appuntamento musicale unico nel suo genere che in cinque giorni offre oltre 150 concerti con 350 artisti provenienti da tutto il mondo come Alfred Brendel, Alexander Lonquich, Ian Bostridge, Giovanni Gnocchi, Ensemble Zefiro, Kelemen Quartet, Giovanni Bietti, Danusha Waskiewicz, Alessandro Solbiati, Gemma Bertagnolli, Reto Bieri e molti altri.

Con l’ormai usuale informalità, alcuni fra i più noti musicisti del panorama internazionale creano un inedito rapporto con il pubblico, ricco di emozioni e interazione, in un format di divulgazione artistica e musicale innovativo.

La sfaccettata offerta artistica spazia da concerti – fruibili all’interno di preziosi luoghi d’arte come Palazzo Ducale, Palazzo Te, Teatro Bibiena – e incontri di carattere musicologico alla Tavola Rotonda tra operatori di settore, il cui tema è “Il codice dello spettacolo e le nuove prospettive”.

Il Festival presenta quest’anno percorsi tematici (le “trame” appunto) dedicati a musica barocca, contemporanea, francese, al classicismo viennese, alle Incompiute… in tutto 18 trame che intrecciano musica e arte in un’esperienza culturale galvanizzante.

Qui il programma completo.

 

Music as Thought

Si segnala la recensione a cura di Magda Polo Pujadas nella sezione ‘presentazione di libri’  del volume di Mark Evan Bonds, Music as Thought, Listening to the Symphony in the Age of Beethoven, Princenton, Princenton University Press, 2006; tr. spagnola La música como pensamiento. El público y la música instrumental en la época de Beethoven, Barcelona, Acantilado, 2014.