Nell’orizzonte collettivo la tradizione clavicembalistica francese è associata con la produzione di François Couperin, concepita nella prospettiva di un raffinato rituale mondano, praticato da un pubblico aristocratico dal gusto squisito e coltivatissimo. Poco rilievo, soprattutto in Italia, si è dato alle raccolte per clavicembalo di Jean-Philippe Rameau, che colpiscono per la loro prepotente novità di concezione e di scrittura: l’espansione dell’impianto formale, la gestualità ampia e marcata, la coerenza tematica, la modernità della ricerca armonica sono affidate a un nuovo idioma tastieristico, che con la sua pienezza e complessità conduce oltre le delicate miniature couperiniane e si presta a potenti squarci teatrali. La produzione cembalistica di Rameau sarà inoltre considerata alla luce del pensiero teorico del musicista, che con il Traité de l’harmonie (1722) e la Génération harmonique (1737) ha prodotto un epocale mutamento nella concezione della musica, determinato dal definitivo sopravvento della logica armonica sul pensiero contrappuntistico.
I ‘Pièces pour clavecin’ di Jean-Philippe Rameau tra tradizione e modernità
Narrazione musicale con Graziella Seminara
Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna
22 marzo 2024, ore 17:30