Satie 2025 – Call for papers


Segnaliamo il convegno internazionale “Satie 2025 – Cent ans d’héritage”

Convegno internazionale organizzato dalla Sezione Musica e Media (dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Torino), dal Dipartimento di Teoria, analisi e musicologia del Conservatorio di musica “G. Verdi” di Torino e dal Conservatorio di musica “G. Bellini” di Catania, in collaborazione con l’Institut de recherche en Musicologie (IreMus), Sorbonne Université, il progetto “Correspondencias entre la música y la literatura en la Edad de Plata II” (MULICO2)  dell’Universidad Complutense de Madrid (UCM), la Società Italiana di Analisi e Teoria Musicale – GATM e la città di Honfleur con les Maisons Satie e il museo Eugène-Boudin.

A cento anni dalla scomparsa di Erik Satie (1925), gli studi specifici continuano a essere intensi e sorprendenti. La poetica visionaria del compositore, nonostante radici biografiche ben affondate nell’Ottocento, ha ispirato le generazioni successive, lasciando eredità rilevanti che vanno dalla musica di Debussy e dei Six alle ricerche sul minimalismo americano, passando attraverso le rielaborazioni della cultura musicale pop. La naturale predisposizione alla riflessione interdisciplinare del repertorio specifico esige un confronto con il teatro, la danza e il cinema, a partire dalle pionieristiche sperimentazioni di Parade (1917) e Entr’acte (1924): si tratta di lavori generati da diversi sistemi di forze che impongono un’analisi stratificata, possibile solo attraverso il dialogo tra ambiti di studio diversi seppur complementari.

Il convegno si propone di incoraggiare tale dialogo, favorendo l’incontro tra musicologi e studiosi di danza, teatro, cinema muto, letteratura e arti figurative. Il caso di Satie ha sempre incarnato un significativo equilibrio tra queste componenti, richiedendo conoscenze e competenze diversificate finalizzate a raggiungere un adeguato livello di comprensione critica. Gli studi recenti continuano a dimostrarlo, privilegiando proprio gli stimoli derivanti da un’osservazione multidimensionale, generata da una poetica complessa, spesso difficile da decifrare nelle intenzionalità profonde. Tale peculiarità stilistica deve senza dubbio molto alla complessità dello contesto parigino nel quale il repertorio ha preso forma, favorendo un denso intreccio tra le arti; e tale ordito ha trovato spesso una convergenza in alcune comunità intellettuali decisive per la maturazione del pensiero di Satie: in particolare il circolo esoterico dei Rosa-Croce, la dirigenza dei Ballets Russes, l’antiaccademico ambiente dello Chat Noir, la Librairie de l’Art Indépendant di Edmond Bailly, il salotto della Princesse de Polignac, il gruppo dei dadaisti e il nascente movimento socialista. Tutte espressioni di pensieri molto differenti, utili anche alla comprensione del sostanziale eclettismo di un compositore impossibile da classificare con un’etichetta vincolante.

Il convegno propone una riflessione sull’eredità lasciata da Satie nel XX e nel XXI secolo, favorendo il confronto tra repertori ed esperienze differenti, in un’ottica multidisciplinare. Sarà inoltre l’occasione per porre il problema anche in termini transdisciplinari, vista la propensione dell’autore in oggetto ad ampliare i confini semantici ed estetici della musica stessa. Tale prospettiva allargata non dovrà tuttavia escludere la considerazione puramente musicologica, che dovrà portare contributi innovativi soprattutto in sede analitica, anche in virtù delle competenze specifiche espresse dalla partnership con il Conservatorio. Sarà proprio questa collaborazione a garantire anche una dimensione performativa all’evento, che coinvolga le allieve e gli allievi delle varie classi del conservatorio, in alcune esecuzioni tratte dalla produzione satiana.

Call for papers (scadenza 30 aprile 2025)

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