
Il primo terzo del Novecento vede la pubblicazione, da parte dei maggiori editori europei e americani, di collezioni di musiche “d’atmosfera” concepite appositamente per un uso cinematografico. Queste miniature musicali non nascono per accompagnare una pellicola ben precisa; sono invece concepite per dare veste musicale a situazioni filmiche standardizzate e per conferire loro una certa atmosfera emotiva. La musica è chiamata a dar voce all’intero spettro delle emozioni, dalla “passione amorosa” alla “profonda disperazione”, dal “patetismo lirico” al “conflitto drammatico”: ad essa è demandata l’introspezione psicologica di quell’uomo visibile (così Béla Balázs) condizionato a esprimersi in scena unicamente attraverso la mimica.
Questa musica, che si fa per elezione voce delle passioni umane, sarà oggetto della nostra Conversazione. Collezioni musicali come Biblioteca cinema o Carisiana in Italia, Kinothek in Germania, insieme a molte altre di editori come Robbins-Engel, Bosworth, Fischer, Schott ecc., compongono quella che potrebbe dirsi una topografia di luoghi comuni musicali: una congerie di clichés e convenzioni che plasmarono a tutti gli effetti un “dizionario minimo” delle emozioni in musica. Le collezioni di musica d’atmosfera constano di un repertorio di tòpoi e figurae di comprovata efficacia ai fini della rappresentazione cinematografica delle emozioni, tanto da trovare codificazione in coeve pubblicazioni a carattere teorico, dalla Encyclopaedia of Music for Pictures (1925) di Ernö Rapée all’Allgemeines Handbuch der Film-Musik (1927) di Giuseppe Becce e Hans Erdmann.
Francesco Finocchiaro, La musica cinematografica e il linguaggio delle emozioni
Venerdì 18 ottobre, ore 17
Conferenza virtuale. Per informazioni e prenotazioni scrivere a contact@athenamusica.org